Codice autonomie: Province su incontro partiti regioni
Castiglione “ Non rallentare iter, serve approvazione immediata al Senato” “Apprendiamo dalle Agenzie di stampa che oggi le Regioni inizieranno una serie di incontri con i partiti politici sul Codice delle Autonomie. Ricordiamo che questo testo, che è fondamentale per Comuni e Province perché interessa direttamente il futuro assetto di queste istituzioni, è fermo da oltre un anno all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Non vorremmo che proprio ora, dopo che i relatori hanno concluso con buoni risultati il loro lavoro presentando emendamenti puntuali, si rimetta in discussione un percorso che è già stato costruito attraverso tanti momenti di riflessione”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in merito alla notizia apparsa sulle agenzie di stampa che annuncia una serie di incontri con i partiti politici per parlare di Codice delle Autonomie, il testo all’esame del Senato che riguarda solo Comuni e Province e disegna le nuove funzioni assegnate a ciascun ente locale.
La riforma delle Province a ForumPa
Antonelli, Upi “Finora solo caos e conflitti. Ripartire fuori da proposte serie e approvare Carta delle Autonomie” “I provvedimenti del Governo sulle Province, a partire dalla Legge Salva Italia, non hanno prodotto altro che confusione e conflitti istituzionali. Questo perché, come avevamo detto subito, sono inattuabili e ormai su questo la consapevolezza è generalizzata, nel Governo, nel Parlamento, tra i partiti politici e anche tra le altre istituzioni locali, Regioni per prime”. Lo ha detto il Direttore Generale dell’Upi, Piero Antonelli, intervenendo al convegno “La riforma delle Province, la definizione delle funzioni degli Enti locali e la Carta delle Autonomie” in corso al Forum Pa di Roma. “Quello che serve – ha detto Antonelli - è ripartire da una proposta seria, come quella presentata dall’Upi, che riduce il numero delle Province, accorpandole e istituendo le città metropolitane, taglia tutte le agenzie e gli enti strumentali che ci costano oltre 7 miliardi di euro l’anno e riorganizza gli uffici periferici dello Stato intorno alle nuove realtà...
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