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Dichiarazione dell’Unione delle Province d’Italia

Dichiarazione dell’Unione delle Province d’Italia

Nel confronto che si è aperto oggi con il Governo sui temi relativi alla legge finanziaria per il 2003 e alla conseguente definizione di un nuovo patto di stabilità, le Province hanno ribadito la necessità di una finanziaria che garantisca lo sviluppo del Paese e sia conforme ai principi di autonomia e pari dignità, costituzionalmente garantiti, tra Stato, Regioni, Province e Comuni.

Per ciò che concerne i campi di intervento specifici delle Province, l’Upi sottolinea nuovamente l’esigenza che venga finanziato un Piano Nazionale della Sicurezza che comprenda la messa a norma e la qualificazione delle scuole, delle strade e del territorio. Allo stesso tempo vanno incentivate le politiche di sviluppo locale con i relativi strumenti di programmazione negoziata come pure il rifinanziamento del piano di modernizzazione informatica del sistema degli enti locali (Piano E_government).

Parallelamente, la legge finanziaria per il 2003 deve individuare il percorso della piena realizzazione di un sistema di federalismo fiscale che, già dal 2003, per le Province comporti la sostituzione progressiva, attraverso la compartecipazione al gettito erariale, del complesso attuale dei trasferimenti statali e del gettito totale della Imposta provinciale di Trascrizione (Ipt).

Tutto ciò dovrà essere accompagnato dalla individuazione di un meccanismo perequativo concordemente definito che potrà fondarsi sulla necessità di un riequilibrio territoriale delle risorse attribuite e sulla attivazione di un sistema premiante in ordine a comportamenti virtuosi.

Per quanto riguarda il patto di stabilità le Province confermano la propria assoluta disponibilità e responsabilità nel mantenimento e assunzione dei vincoli, peraltro sempre rispettati, che derivano dalla partecipazione alla Unione Europea.

Allo stesso tempo ribadiscono:

1. la indisponibilità assoluta a vincoli al tetto di spesa corrente;

2. al blocco delle assunzioni di personale;

3. al ricorso obbligatorio alla Consip per l’acquisto centralizzato di beni e servizi

Tali tre interventi, infatti, non hanno nulla a che vedere con il vincolo del disavanzo, l’unico che le Province condividono e assumono con convinzione e che è peraltro l’unico previsto anche dal Patto di stabilità esterno che ci lega agli altri Paesi della Unione Europea.

GINO NUNES

Presidente Provincia di Pisa

ALBERTO CAVALLI

Presidente Provincia di Brescia
(01-08-2003)

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