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Premesso che:

- le notizie di stampa danno per certo che sia allo studio, da parte dei competenti Ministeri, una modifica all’imposta provinciale di trascrizione dei veicoli (IPT).

- L’IPT colpisce l’acquisto dei veicoli nuovi e il passaggio di proprietà di quelli usati, sulla base di tariffe previste dallo specifico decreto ministeriale, sulle quali le Province possono applicare un aumento che può raggiungere una percentuale massima del 20%.

- Una modifica all’IPT, in particolare la riduzione della stessa ad una quota fissa di € 50 (o addirittura la sua abolizione), indipendentemente dal significato di natura economica e sociale e dai riflessi sul mercato automobilistico, risulterebbe fortemente dannosa per le Province qualora il gettito non venisse adeguatamente coperto da un’altra e diversa entrata tributaria.

 

Rilevato che l’IPT, oltre che essere, per importanza e volume delle riscossioni, il secondo tributo delle Province, rappresenta il segnale più evidente dell’autonomia impositiva e del prelievo fiscale locale in quanto le tariffe di base possono essere variate fino al 20%, permettendo una manovra di bilancio progressiva utile anche per la programmazione degli investimenti.

Considerato che la sostituzione parziale o totale dell’IPT con trasferimenti statali, magari rigidamente vincolati al volume delle riscossioni del precedente esercizio, sarebbe enormemente penalizzante e lesivo dell’autonomia di tutte le Province.

Considerato inoltre che l’attuale procedura di riscossione, tramite l’ACI-PRA, prevede un versamento quotidiano di risorse presso le casse delle Province che confluiscono nella "giacenza libera" gestita dal Tesoriere dell’ente.

Si chiede

 

1. che l’eventuale modifica all’IPT venga compensata mediante la definizione di una compartecipazione provinciale all’IRPEF oppure con nuove entrate tributarie escludendo qualsiasi forma di assegnazione di trasferimenti statali aggiuntivi,

2. l’eventuale compartecipazione all’IRPEF o l’assegnazione di una diversa entrata tributaria dovrà essere effettuata tenendo conto delle attuali modalità di riscossione dell’IPT, della sua flessibilità e discrezionalità in ordine alla fissazione delle tariffe nonché della costante liquidità che crea presso le Tesoreria delle Province.

(01-08-2003)

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