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Per il Presidente dell'Emilia Romagna è mancato il confronto

Per il Presidente dell'Emilia Romagna è mancato il confronto

“Dopo tanto parlare di riforme siamo ancora fermi alla mancata attuazione della riforma costituzionale uscita dal referendum confermativo del 2001.”

E’ il commento che ci ha rilasciato il Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, cui abbiamo chiesto un parere sulla proposta del Governo di riforma costituzionale dello Stato.

“In questi due anni e mezzo – ha proseguito Errani -  ci sono stati: la cabina di regia, l’intesa interistituzionale, l’alta commissione, la legge La Loggia, ma tutto ciò è ora azzerato dal nuovo progetto di legge del Governo uscito dal vertice di Lorenzago.

Il progetto nasce come compromesso fra i partiti della maggioranza, senza alcun confronto istituzionale preventivo, con uno spirito di autosufficienza che poco si adatta ad un lavoro di riforma costituzionale e di completamento del disegno federalista.”

 Il Presidente si è poi soffermato sull’analisi di due aspetti della proposta del Governo.

“Le Regioni  - ha detto Errani- hanno subito evidenziato che nella proposta vi è un’idea di Senato che è l’opposto di una  vera camera federale: più controllore che rappresentante dei territori, con responsabilità scarse e in parte ancora sovrapposte all’altro ramo del Parlamento. Non basta ora annunciare un emendamento che renderebbe senatori “di diritto” i presidenti delle Regioni. Io, in particolare, sono dell’opinione che il Senato federale debba vedere la presenza essenziale delle realtà regionali e locali radicate nella storia del nostro Paese. E debba avere competenze specifiche che incidano nei più rilevanti ambiti federali, a cominciare dalle questioni finanziarie e di bilancio. L’introduzione nel pdl della “devolution” – ha poi aggiunto - corrisponde allo scambio politico già denunciato.

La mia opinione è chiara: in questo modo si fa confusione. E si introducono rischi seri per l’eguaglianza di diritti fra i cittadini delle diverse parti del Paese in materia di salute, scuola e sicurezza.

 Penso invece occorra completare la riforma federalista coniugando solidarietà ed autonomia, definendo le regole istituzionale adatte per governare meglio e per andare avanti assieme.”

 

 


 
(17-12-2003)

Redazione Upi
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