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Firmato accordo di programma Upi Cobat

Firmato accordo di programma Upi Cobat

Quest’oggi a Roma, il Vicepresidente Vicario dell'UPI (Unione Province d’Italia) Forte Clò e il Presidente del COBAT (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) Giancarlo Morandi hanno siglato l'Accordo di Programma per la raccolta e il riciclo delle batterie al piombo esauste in tutte le Provincia italiane, alla presenza del Sottosegretario all'Ambiente e alla Tutela del Territorio on. Antonio Martusciello.

L’Accordo stabilisce che le due istituzioni, tramite la cooperazione degli osservatori provinciali rifiuti (OPR), collaboreranno per favorire la raccolta ed il successivo riciclo delle batterie esauste, (come quelle delle automobili, per es.) contenute nei rifiuti solidi urbani, recuperate in stato di abbandono sui territori comunali o direttamente conferite dai cittadini presso i centri urbani di raccolta differenziata.

Le Province, secondo il Dlgs 22/97, costituiscono gli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani e ad esse competono le funzioni amministrative concernenti la programmazione e l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale ed il controllo periodico su tutte le attività di gestione, di intermediazione e di commercio dei rifiuti, compresi gli accertamenti delle violazioni del decreto.

Con l'Accordo di Programma, l'UPI s’impegna, quindi, a promuovere una corretta informazione e sensibilizzazione delle Province e a indirizzare i Comuni ad una corretta gestione del rifiuto pericoloso costituito dalle batterie al piombo esauste. Infatti, è grazie alla stretta collaborazione delle amministrazioni pubbliche locali, tramite apposite convenzioni gratuite stipulate con i Comuni o chi esercita la raccolta degli rsu , che il COBAT può assicurare, con la sua rete di raccolta (90 raccoglitori incaricati operativi in tutta Italia), un puntuale servizio di ritiro, oltre che l’idonea fornitura dei contenitori per le batterie destinati alle isole ecologiche

Il COBAT, per legge (L. 475/88), deve assicurare la raccolta e il corretto riciclo delle batterie al piombo esauste e monitorare qualsiasi attività di raccolta, commercializzazione e riciclo di batterie esauste e rifiuti piombosi che emergono sul territorio italiano.

Attualmente, il Consorzio vanta in ambito internazionale una leadership, che fa dell'Italia un caso di eccellenza ambientale nella raccolta e nel riciclo di questo rifiuto pericoloso.

L'alto tasso di raccolta delle batterie sull'immesso al consumo, le quantità assolute di batterie recuperate, l’elevata raccolta pro-capite, il più basso sovrapprezzo sulla vendita di nuove batterie (solo 83 centesimi) sono gli elementi che hanno permesso al Consorzio italiano di raggiungere un primato che gli viene unanimemente riconosciuto.

Dal 1991, (anno di inizio della sua attività), ad oggi il COBAT ha raccolto e riciclato oltre 2 milioni di tonnellate di batterie esauste, recuperando più di un milione di tonnellate di piombo. Solo l’anno scorso sono state recuperate oltre 192 mila tonnellate di batterie, con le quali si è riusciti a soddisfare il 40% del fabbisogno nazionale di piombo, risparmiando quasi 50 milioni di euro sulle importazioni di questo metallo.

Gli studi condotti dal COBAT hanno appurato che l’attività del “fai-da-te”, ossia la sostituzione in proprio della batteria d’avviamento (quindi batterie di auto, camion, moto, barche e trattori, ecc.) è la fondamentale causa della dispersione di questo rifiuto pericoloso.

Proprio con la finalità di contrastare il fenomeno dell’abbandono delle batterie provenienti dall’auto-sostituzione, il COBAT propone agli Enti Locali la stipula di una Convenzione, mediante la quale si impegna, attraverso un proprio raccoglitore incaricato , a consegnare gratuitamente, presso le isole ecologiche per la raccolta differenziata, adeguati contenitori dove depositare le batterie esauste abbandonate o consegnate direttamente dai cittadini, e successivamente ad avviare un servizio, anch’esso gratuito, di ritiro.

Attualmente il COBAT ha attivato questo servizio in oltre 2400 Comuni italiani, corrispondenti ad una popolazione ivi residente pari al 50% della popolazione nazionale.

Con l’accordo firmato oggi, Cobat e UPI hanno deciso di collaborare per arrivare a dotare quei Comuni, ancora sprovvisti, di appositi punti di conferimento, e recuperare in questo modo il maggior numero possibile di batterie esauste provenienti dai consumatori “fai da te”.


LE DICHIARAZIONI

Giancarlo Morandi, Presidente del COBAT

“Il nostro impegno è di ottenere gli stessi risultati, consolidati nel mondo professionale, anche nel settore fai-da-te. - ha dichiarato l’ing. Giancarlo Morandi, Presidente del COBAT - L’obiettivo che vogliamo perseguire attraverso l’Accordo con l’UPI è di moltiplicare sul territorio i punti di raccolta gestiti direttamente dai Comuni o dalle loro aziende di igiene urbana, per agevolare cosi il cittadino nel momento della cessione del rifiuto e renderlo attore dell’educazione ambientale del nostro Paese.”

Forte Clò, Vicepresidente Vicario dell'UPI

“La sigla di questo accordo – ha detto il Vicepresidente dell’Upi, Forte Clò - segna un altro passo nella politica di difesa dell’ambiente, di tutela dagli inquinamenti diffusi, di sensibilizzazione ed educazione dei cittadini, che l’Upi ha scelto di imboccare da tempo e che si è concretizzata nella sottoscrizione di diversi protocolli con le associazioni di raccolta e riciclo, seguendo la strada aperta da una legge estremamente innovativa, quale è la Legge Ronchi. A breve intendiamo portare a termine un nuovo progetto che avrà l’obiettivo di assicurare la ridistribuzione dei prodotti recuperati e riciclati, aspetto, questo, determinante, per chiudere il percorso del riciclo dei rifiuti.”

On. Antonio Martusciello, Sottosegretario all'Ambiente e alla Tutela del Territorio

“Nell’articolata organizzazione dello Stato, il ruolo delle Province, spesso messo non sufficientemente in risalto, può e deve essere posto al servizio di iniziative di eccellenza come è quella avviata dal Cobat. Più vicina ai cittadini è la realtà in cui si va a intervenire maggiori possono essere le possibilità di una buona riuscita dell’azione promossa. Se poi consideriamo il fatto che attività come la raccolta di rifiuti pericolosi è spesso sottoposta al volontario contributo di cittadini, efficacemente sensibilizzati da campagne informative, realizzare accordi con le amministrazioni provinciali, a mio avviso, risulta essere il metodo più idoneo.
Rivolgo un plauso al Cobat per aver avuto da sempre, e quest’occasione lo dimostra una volta di più, la giusta sensibilità nell’individuare gli alleati migliori e spostare sempre più in alto l’asticella dei propri traguardi.” Ha dichiarato l’Onorevole Antonio Martusciello a conclusione della conferenza stampa.

(29-01-2004)

Barbara  Perluigi
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