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Melilli:"Le Province non possono rispettare il Patto di stabilità"

Melilli:"Le Province non possono rispettare il Patto di stabilità"

“Le Province italiane tutte, dalla Campania alla Lombardia alla Toscana, sono nella oggettiva impossibilità di rispettare il patto di stabilità interna, pena la perdita di 800 milioni di euro a danno delle imprese e dello sviluppo”.

L’allarme è stato lanciato oggi dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, durante la riunione del Consiglio direttivo dell’Associazione che si è tenuta nel corso di EuroP.A. 2005, il Salone delle Autonomie locali che si sta svolgendo a Rimini. Un incontro cui hanno preso parte anche i Presidenti delle Province italiane e gli Assessori al Bilancio, per discutere dello stato della finanza locale e delle richieste delle Province al Governo sul prossimo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria.

Due le grandi emergenze segnalate con forza dall’Upi: la necessità di rivedere le regole del Patto di stabilità interna e le proposte per lo sviluppo del Paese.

“Abbiamo il dovere di dire chiaramente al Governo – ha detto il Presidente Melilli - che, se non riapriamo il dibattito e interveniamo modificando le regole del patto di stabilità, saremo obbligati a compiere una scelta drammatica: o investiamo 800 milioni di euro per la crescita dell’economia locale, uscendo fuori dal patto e andando incontro a tutte le conseguenze e le sanzioni che da questa scelta derivano. Oppure rispettiamo il patto, senza potere però così in alcun caso continuare a dare il nostro contributo alla ripresa del Paese. Per questo chiediamo un incontro al Governo e anche al Procuratore Generale della Corte dei Conti, perché ci si dica in che modo agire per uscire da questa emergenza ”.

Andrea De Maria, Responsabile per la finanza dell’Upi e Vicepresidente della Provincia di Bologna, ha poi descritto la situazione critica dei bilanci delle Province:
“La situazione delle entrate è davvero drammatica. Da una analisi che come Upi abbiamo condotto, al 30 maggio 2005 i tributi propri delle Province hanno subito un calo di più del 3% sulle entrate derivanti dalle imposte provinciali di trascrizione, e addirittura del –16% dell’addizionale per l’energia”. La variazione dei gettiti tributari 2004 – 2005, relativamente ai primi cinque mesi dell’anno indica che per quanto riguarda l’addizionale per l’energia si è passati da 112.690.305 milioni di euro del 2004 a 94.121.186 miliardi di euro nel 2005.

Una crisi che, secondo i dati Upi, riguarda in maniera più marcata le aree industriali: per quanto riguarda la sola addizionale Enel, infatti, Province come quelle di Pavia e Vicenza hanno visto le entrate ridursi del 40%, Biella del 36% circa, Sondrio del 28%.

“E’ evidente – ha concluso il presidente Melilli - che c’è bisogno di riaprire con urgenza la discussione con il Governo, perché è assurdo legare gli investimenti locali al mercato della vendita delle auto o allo stato della piccola e media industria italiana”.

 
(27-06-2005)

Barbara  Perluigi

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