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Melilli "Il Governo ascolti critiche su finanziaria"

Melilli "Il Governo ascolti critiche su finanziaria"

“La disciplina del patto di stabilità per il 2005, appiattito sul contenimento della spesa,  determina un significativo incremento del contributo richiesto alle Autonomie per il risanamento dei conti pubblici, incide sulle politiche di bilancio degli enti locali, comporta per le Province limitazioni allo svolgimento delle funzioni. Inoltre, non annoverare tra le esclusioni dalla spesa assoggettata al vincolo quella per l’esercizio di funzioni statali trasferite costituisce un ostacolo al proseguio del processo di trasferimento delle funzioni. E questa volta a dirlo non siamo noi, ma la Corte dei Conti, che mette nero su bianco queste affermazioni nel rapporto al Parlamento sulla gestione finanziaria degli Enti locali. Speriamo che questo serva al Governo, e che comprenda che le nostre critiche e le preoccupazioni che abbiamo più volte espresso sulle drammatiche conseguenze per i bilanci degli Enti e per lo stesso sviluppo del Paese causate dai nuovi vincoli del patto di stabilità interno, non erano di parte ma frutto di una attenta valutazione e conoscenza dello stato delle finanze delle Province”.

E’ il commento rilasciato dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, dopo avere esaminato il rapporto presentato ieri dalla Corte dei Conti al Parlamento, nel quale si attesta la virtuosità dei bilanci delle Province. Il rapporto, infatti, sottolinea quanto “nel 2004 si evidenzia che il saldo finanziario sopravanza l’obiettivo con un risultato positivo notevole, più elevato di quello registrato nel precedente esercizio”, e che nel 2004 “dai dati provvisori solo 2 Province su 100 non avrebbero raggiunto l’obiettivo”.

Dal documento inoltre, emerge chiaramente  la forte perplessità della magistratura contabile in merito ai meccanismi del Patto di stabilità interno previsto per il 2005, in quanto lontani dalla struttura prevista dall’Unione Europea, e perché “il controllo concentrato sulla spesa comporta limitazioni allo svolgimento delle funzioni” tanto da potersi ritenere “poco consono alla maggiore autonomia finanziaria e funzionale affermata dalla recente riforma costituzionale”.

Secondo la Corte dei Conti, poi “gli Enti locali sono stati, negli ultimi anni tra le componenti più dinamiche della pubblica amministrazione nella spinta al rilancio degli investimenti pubblici; il limite esteso alla spesa in conto capitale poterebbe incidere negativamente sul ciclo”. 

 “Dati assolutamente lusinghieri – sottolinea il Presidente Melilli – che confermano l’enorme sforzo compiuto dalla Province per contribuire a risanare le casse dello Stato, sebbene abbiano dovuto operare, come dice la Corte, ‘con una riduzione delle risorse finanziarie e della loro autonomia’, e ‘in una situazione di stallo e di incertezza causato dal rinvio della piena attuazione del federalismo fiscale’. E’ una necessità non più rinviabile e a cui il Governo non può continuare a rispondere offrendo, come si legge anche nel rapporto, ‘risposte insufficienti e frammentarie e sempre più orientate verso una limitazione della potestà normativa e tributaria delle Province e dei Comuni’.

Ancora di più oggi – conclude Melilli - alla luce dei risultati di questo rapporto, ci aspettiamo che il Governo rispetti gli impegni presi negli incontri avuti in questi giorni e che apra su questi temi, e sulle nostre richieste, una discussione seria e collaborativa con il sistema delle Autonomie locali, per definire una finanziaria che sia veramente efficace e in grado di fare raggiungere all’Italia quegli obiettivi di sviluppo e di ripresa che noi tutti, da uomini delle istituzioni, vogliamo contribuire a determinare”. 

(03-08-2005)

Barbara  Perluigi
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