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"Un divieto assurdo e inaccettabile per le Province"

"Un divieto assurdo e inaccettabile per le Province"

“Il Testo unico radiotelevisivo varato dal Governo introduce un divieto che ingessa il sistema e impedisce a Regioni, Province e Comuni di utilizzare tutti i mezzi a disposizione per offrire ai propri cittadini una informazione dettagliata sulle attività svolte quotidianamente dalle istituzioni locali”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, e del Presidente della Provincia di Firenze e responsabile Upi per la Comunicazione, Matteo Renzi, riferendosi all’art. 5 del Testo Unico del sistema Radiotelevisivo, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che vieta alle amministrazioni pubbliche, agli enti pubblici anche economici, alle società a prevalente partecipazione pubblica e alle banche di essere né direttamente, né indirettamente operatori di rete o fornitori di contenuti.

“Un divieto assurdo, che viene introdotto in un articolo che nel titolo si definisce quale norma dei principi ‘a salvaguardia del pluralismo e della concorrenza’, ma che invece, di fatto, agisce proprio come una barriera al pluralismo dell’informazione”.

“Le Province – dicono i due Presidenti – non hanno nessuna intenzione di mettersi in concorrenza con il sistema televisivo, tanto meno con quello locale, con il quale, invece, proprio le istituzioni del territorio hanno un rapporto di reciproca collaborazione. Si tratta, piuttosto, di avere la possibilità di mettere a disposizione dei cittadini e delle stesse emittenti locali, i nostri contenuti e i nostri servizi, anche per  avere una opportunità in più per fare girare la comunicazione  pubblica. Un obiettivo che ci accomuna certamente agli operatori dell’informazione”.


 
(03-08-2005)

Barbara  Perluigi
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