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Upi: “Correggere in Parlamento una finanziaria sbagliata”

Upi: “Correggere in Parlamento una finanziaria sbagliata”

“Questa è una finanziaria sbagliata, che non ci consente di governare e che ha bisogno di essere corretta in Parlamento”. Lo ha detto Massimo Rossi, Vicepresidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, ai senatori e deputati delle Commissioni bilancio di Camera e Senato, riuniti oggi in seduta congiunta per ascoltare i rappresentanti delle Province sulla manovra finanziaria.
“Se il Governo ci avesse ascoltato, avrebbe evitato gli errori grossolani che invece ha commesso, e che se non saranno corretti dal Parlamento, impediranno alle Province di governare. Siamo amareggiati – ha poi aggiunto Rossi – per come gli Enti locali vengono trattati in questi giorni: le spese correnti che vengono considerate ‘voluttuarie’ dal Governo, si traducono in realtà nei bilanci delle Province in investimenti in settori primari della vita dei cittadini, dalla manutenzione degli edifici scolastici alla formazione professionale; dalla promozione dei prodotti tipici e del turismo alle risorse per l’agricoltura, il commercio e l’artigianato; dalle risorse per la manutenzione e la sicurezza delle strade provinciali agli incentivi all’utilizzo del trasporto pubblico; dalla salvaguardia dell’ambiente alla promozione del marketing e dello sviluppo”.
“Auspico – ha detto intervenendo in aula Maurizio Zingoni, componente della presidenza Upi e consigliere della Provincia di Livorno – che un dibattito pacato e non strumentalizzato sulla finanziaria permetta di introdurre in Parlamento quei correttivi di cui questa, come d’altronde tutte le leggi, necessita. Siamo consapevoli della nostra responsabilità a contribuire al contenimento della spesa pubblica del Paese – ha poi aggiunto Zingoni -  ma c’è bisogno che si consideri la specificità delle spese delle Province e quanto questi enti sono cambiati negli anni, assumendo oggi funzioni determinati. Per questo chiediamo che siano cambiate le regole del patto di stabilità interno – ha concluso – avviando una riflessione sul regime sanzionatorio, che dovrebbe essere correlato all’entità della mancanza, e sulle modalità di rientro degli enti nel patto di stabilità, che dovrebbe essere graduale.”
Alla audizione è intervenuto anche l’Assessore al Bilancio della Provincia di Roma, Antonio Rosati, che ha ricordato quanto “Per colpa di regole che ci imprigionano, in questo momento le Province italiane hanno a disposizione almeno 1,5 milioni di euro che non possono spendere per la manutenzione delle scuole e delle strade, perché se lo facessero uscirebbero dal patto di stabilità. Così come, per lo stesso motivo,  non possiamo utilizzare le risorse che ci vengono assegnate dal Fondo Sociale Europeo per la formazione professionale, con l’aggravante che, in questo caso questo mancato utilizzo, oltre ad essere un danno immediato per i nostri ragazzi, ci porterà nei prossimi anni anche ad una forte riduzione degli stanziamenti da parte dell’Europa. Una situazione assurda, che l’economia del nostro Paese non può certo sopportare”.
Le proposte delle Province sulla finanziaria saranno ribadite domani, 13 ottobre, nella manifestazione che  vedrà riuniti Presidenti di Provincia, Assessori, e Consiglieri a partire dalle 10.30, nella Sala del Garante della Privacy in piazza Montecitorio 123/a.

(12-10-2005)

Barbara  Perluigi
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