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L'Assessore Vinci fa' il punto del progetto

L'Assessore Vinci fa' il punto del progetto

"Dopo l’intensa tre-giorni di Dicembre, con il suo seguito di riflessioni e interventi, è possibile fare il punto sul cammino del progetto, in attesa che la prossima pubblicazione degli atti del convegno diventi la base per nuovi interventi, utili alla puntualizzazione del progetto stesso sino al suo farsi realtà concreta".

A fare il punto sul progetto della Provincia di Taranto è l’assessore provinciale ai Beni culturali, Giuseppe Vinci.

"La volontà dell’Amministrazione provinciale - dice Vinci - di proseguire il cammino ha intanto avuto una importante occasione di conferma nel documento sottoscritto dai Presidenti di Regione e Provincia, a  conclusione dell’incontro del 29 scorso a Taranto. L’inserimento del progetto “Verso il Museo del Mediterraneo” in un documento in cui si affrontano essenzialmente i grandi problemi delle infrastrutture di Taranto, del Salento e della Puglia è l’attestazione di un dato che merita di essere evidenziato. E il dato è questo: far vivere musei, biblioteche, teatri, incoraggiando con serietà (e con occhio attento all’impiego di risorse) le diverse arti è, pienamente, uno dei modi che la politica ha di sostenere e promuovere il progresso di un territorio. Come il costruire una importante arteria di comunicazione, bonificare un sito inquinato, insediare una industria.
Musei, biblioteche e teatri sono indispensabili “laboratori” in cui una città, un territorio cerca di creare, sperimentare, esprimere, cultura, creatività, bellezza, sapere.
E ognuno sa quanto questo oggi c’entri, non solo con la qualità della vita nelle nostre sofferenti comunità (che già basterebbe), ma anche con l’economia intera dell’occidente, e del nostro Bel Paese in particolare.
Ecco perché nel documento a firma di Vendola e Florido del 29 dicembre il  progetto che stiamo costruendo è a pieno titolo inserito.
Abbiamo bisogno del Museo del Mediterraneo (in qualunque modo lo chiameremo quando, definita puntualmente la sua identità, lo avvieremo), perché abbiamo bisogno di una struttura che, pur commisurata alle nostre effettive possibilità, sia finalmente stabile, con una sua autonomia tecnica, culturale e scientifica, all’interno di linee generali stabilite, in modo trasparente, dalla politica. Una struttura che sopravviva agli amministratori, sempre democraticamente cangianti e spesso di incerti e labili umori verso tutto ciò che appare troppo distante da quell’elettorato di cui si nutrono, e che, a volte, dimostrano di disprezzare.
Non abbiamo bisogno, per il nostro contesto di “eventi” che, come sgargianti e festosi fuochi d’artificio, illuminano per un attimo vuoti, rovine e assenze, prima di lasciare nuovamente il passo al buio. Abbiamo bisogno di stabilire una strada da percorrere, e imboccarla. Abbiamo bisogno di sapere che potremo pensare ad una destinazione da raggiungere solo se metteremo in atto processi culturali (di cambiamento, di coinvolgimento) lenti e forti che ci facciano crescere e ci portino al confronto con altre realtà con la schiena diritta, ovvero senza la sostanziale subalternità insita nell’ideologia del grande evento isolato.
Il Museo che incomincia a delinearsi è, su queste linee, una struttura leggera, capace di sostenersi con risorse essenziali, ma in grado di generare continuamente attività  e scambi che stimolino innanzitutto il nostro stesso tessuto, e sia anche sponda naturale e gioiosa della scena internazionale cui Taranto è da millenni naturalmente vocata.
Avrà bisogno, questa struttura, della generosità dei cittadini di tutta la provincia di Taranto, e forse potrà essere uno strumento che farà riassaporare ad alcuni il gusto del dono, della gratuità, del piacere della condivisione della fruizione di ciò che posseggo, finalmente fuori dalle quattro pareti di casa.
Stiamo giocando una partita importante per Taranto e per la realtà ionica in generale - conlude l'Assessore Vinci -  in Puglia non esistono strutture pubbliche che svolgano funzioni come quelle che stiamo progettando per il Museo del Mediterraneo, orientate a dare all’arte contemporanea lo spazio che merita. E questa è quindi una importante occasione per l’intera regione.
Vogliamo giocare sino in fondo, questa partita. Con ambizione, umiltà e  tenacia.
Questo abbiamo iniziato a fare avendo potuto contare sul contributo generoso di importanti e belle persone che voglio nuovamente ringraziare, a partire da Giulio De Mitri, senza il cui straordinario e appassionato lavoro non avremmo potuto compiere questo primo tratto di strada, per proseguire con Antonio d’Avossa, Pietro Marino, Luigi Paolo Finizio, Bruno Corà, Giuseppe Mazzarino, Antonio Basile, Paolo Balmas, Silvano Trevisani, Aldo Perrone, Arturo Tuzzi, Tonino Sicoli, Riccardo Carazzetti, Piero Cavellini e Diana Caldara".

(11-01-2006)

Ufficio Stampa Provincia di Taranto
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