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ADNKRONOS: Melilli "In settimana attendiamo le cifre"

ADNKRONOS: Melilli "In settimana attendiamo le cifre"

Roma, 19 set. - (Adnkronos) - 'Speriamo che questa settimana ci vengano comunicate le cifre della Finanziaria, almeno per poter dare un giudizio politico. Il tavolo tecnico che abbiamo costituito insieme al ministro dell'Economia e delle Finanze sta lavorando ma non potra' arrivare a nessuna soluzione finche' non capiamo la dimensione della manovra'. Cosi' il presidente dell'Unione province italiane (Upi) Fabio Melilli ha espresso la posizione degli enti, in attesa che il Governo comunichi loro i numeri della manovra. Parole pronunciate oggi durante l'Assemblea dei presidenti di Provincia, riunitasi in via
straordinaria insieme all'Ufficio di presidenza dell'Upi, per riflettere sulla manovra finanziaria 2007 e le riforme istituzionali che, ci si aspetta, siano in essa contenute.

Un incontro teso da un lato a fare il punto della situazione dopo gli incontri tenuti nelle settimane scorse da Melilli e rappresentanti di Anci ed Uncem con il ministro degli Affari regionali e delle autonomie locali Linda Lanzillotta, il ministro dell'Interno Giuliano Amato ed il ministro dell'Economia e delle Finanze Tommaso Padoa Schioppa, dall'altro a concertare la linea comune con cui le province si rapporteranno con il Governo. Non sono state diffuse in maniera ufficiale le cifre della finanziaria ma e' patrimonio comune
che i tagli ci saranno e Melilli sottolinea che 'l'indebitamento delle province negli ultimi anni coincide con l'aumento delle funzioni alle province ed e' diretta espressione della carenza delle risorse date alle province per far fronte a queste funzioni, quindi, non
sarebbe giusto da parte del Governo penalizzare chi ha investito al posto suo su tematiche che prima erano statali'. 

 La Finanziaria, spiega Melilli, determinera' l'abbandono dei tetti di spesa e il ritorno ai saldi, richiesta a lungo avanzata dagli enti locali sulla strada di una maggiore autonomia. 'Da tempo auspichiamo il ritorno alle politiche dei saldi.Chiediamo autonomia nella gestione delle nostre fonti e obiettivi definitivi e concordati col Governo; il tetto di spesa non ce l'ha consentito ed ora se condividiamo che ogni ente debba migliorare il
proprio saldo finanziario, facciamo un passo in avanti per il paese'.
Con il ritorno ai saldi, aggiunge Melilli, si lascia 'autonomia agli enti e soprattutto per la parte istituzionale snelliamo la burocrazia. Siamo disponibili a ragionare con i ministri Lanzillotta ed Amato per costruire un sistema piu' snello che dia risposte piu' efficienti ai cittadini e alle imprese: non siamo in una posizione di difesa, crediamo che ogni comparto della pubblica amministrazione debba snellirsi e si debba capire finalmente in questo paese chi fa che cosa'.
E sulla questione istituzionale si gioca l'altra partita della manovra finanziaria. Melilli definisce 'chiuso il dibattito estivo sull'abolizione delle province' e sottolinea che se l'obiettivo del governo e' quello di razionalizzare le competenze, le province sono
pronte a fare la loro parte ma senza perdere di vista che 'le province rappresentano piu' il territorio, i comuni piu' le persone' e si pone quindi la questione 'su chi gestisce ad esempio il servizio idrico, la partita sul sistema rifiuti e l'energia'. 
   
Tra i temi piu' discussi nella questione della riforma istituzionale, quello della creazione delle 'citta' metropolitane'. 'E' un tema delicatissimo che dura da 10 anni - commenta Melilli - Riteniamo sostanzialmente che le aree metropolitane nel paese siano Roma, Milano e Napoli, si puo' ragionare anche d'altro, ma nessuno puo' immaginare una soluzione unica a problemi diversi: l'hinterland napoletano non e' la grande Milano e credo che si debbano affrontare ognuna con un decreto legislativo apposito'.
'E' un processo - spiega il presidente dell'Upi - che va attuato attraverso la delega al governo e tramite decreti legislativi delegati che affrontino citta' per citta' il tema delle aree metropolitane. Si puo' avviare un confronto ma va capito chi e' l'ente a fine generale. Se si faranno le aree metropolitane, chi rappresenta la collettivita'? Esisteranno ancora i comuni? Si tratta di temi complessi'.

Melilli ammette che esiste la necessita' di governare alcune reti e processi economici in modo diverso dall'attuale e conclude: 'non abbiamo neanche il timore sul ruolo della provincia nel caso in cui nascano le citta' metropolitane: crediamo infatti sia difficile
sovrapporle come confini alle province'.  (Sci/Pe/Adnkronos)

 
(20-09-2006)

Barbara  Perluigi
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