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Il servizio di consulenza per supportare lo sviluppo locale

Il servizio di consulenza per supportare lo sviluppo locale

Con la trasformazione in Società per azioni e l’ingresso nel capitale di azionisti istituzionali privati, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha subito una progressiva e profonda trasformazione. Il processo, iniziato nel 2003, ha determinato la metamorfosi di CDP da mero sportello di finanziamento alle amministrazioni pubbliche  a soggetto attivo nel supporto dello sviluppo locale.

Ovviamente, il risultato è stato raggiunto anche attraverso una profonda ristrutturazione del modello organizzativo interno di Cassa. Tra i principali interventi, sono state attivate due Direzioni orientate alla nuova missione: “ Infrastrutture & Grandi Opere”, per il finanziamento di opere, impianti, reti e dotazioni dedicate alla fornitura di servizi pubblici e “ Gestione e Supporto Politiche di Sviluppo”, per il sostegno all’economia ed alla finanza pubblica attraverso la gestione di fondi dedicati. 

In questo contesto si colloca  il “Settore Consulenza” di CDP,  dedicato al supporto delle amministrazioni pubbliche; un supporto finalizzato alla razionalizzazione della capacità di investimento della P.A., con particolare attenzione a tutte le occasioni nelle quali si presenti la possibilità di attivare il cosiddetto Partenariato Pubblico Privato (PPP), cioè il coinvolgimento di risorse private per la realizzazione di opere di interesse pubblico (concessione di costruzione e gestione, procedura del promotore, dialogo competitivo, società mista).

Sulla cooperazione tra Pubblico e Privato si è di recente sviluppato un approfondimento, anche a livello comunitario ,  che ha fatto superare alla discussione l’ottica prevalentemente accademica che aveva invece caratterizzato il dibattito sulla Finanza di Progetto nel corso degli anni ‘90.

La ricerca di cooperazione tra Pubblico e Privato è diventata ormai “pratica ordinaria” degli Enti Locali, anche se non sempre vengono correttamente soppesate dalle amministrazioni pubbliche le implicazioni che l’attivazione di un PPP comporta.
Occorre soprattutto considerare che il PPP rappresenta un confronto di interessi di soggetti diversi: amministratori pubblici, imprenditori, finanziatori. Interessi tutti legittimi, che però a volte sono contrapposti, trasformando il confronto  in “scontro”.
A questa caratteristica, propria del PPP, si aggiunge il fatto che l’esigenza di incentivare il soggetto privato, ad esempio attraverso la contrazione dei tempi del procedimento e il diritto di prelazione,  non sempre ha tenuto in debito conto, a livello legislativo, la tutela del pubblico interesse.

Non sempre, insomma, si sono garantite agli Enti locali le condizioni per interloquire in maniera appropriata e paritaria con le controparti private. Soprattutto, si è sottovalutata l’esigenza di salvaguardare l’aspetto più critico che il “decisore pubblico” deve affrontare nella gestione di un PPP e cioè la valutazione del progetto dal punto di vista della allocazione dei rischi. Di conseguenza, non  si è  sufficientemente considerata la necessità di valutare il progetto, fin dalla prima fase, dal punto di vista della sua capacità di essere ammesso al finanziamento bancario.

Di fatto, nella fase di valutazione del progetto che precede l’atto di affidamento il ruolo della Banca è rimasto marginale e relegato - al massimo - ad una funzione formale di “asseveratore”, con nessun sostanziale coinvolgimento ed impegno, ancorché condizionato, sul piano del merito di finanziabilità del progetto.

E’ del tutto evidente che spostare a fasi successive questo momento non solo comporta la dilatazione dei tempi di avvio della realizzazione del progetto, ma soprattutto aumenta il potenziale insorgere di contenziosi.

L’esigenza di ricomporre i diversi interessi (compresi quelli del finanziatore), che troveranno la loro regolamentazione negli impegni contrattuali, è un processo che deve configurarsi come primo obbiettivo della verifica del progetto dal punto di vista della finanziabilità e che richiede, oltre ad un serrato confronto con la controparte imprenditoriale, un altrettanto impegnativo confronto con il soggetto finanziatore, al fine di evitare che l’amministrazione pubblica si trovi accollati praticamente tutti i rischi legati al progetto.

E’ in questo complesso contesto che CDP propone alle amministrazioni locali il suo “Servizio di Consulenza”, un’attività che riguarda essenzialmente gli aspetti economico-finanziari e giuridico-amministrativi relativi al progetto. La Consulenza è finalizzata ad accompagnare l’ente nelle sue attività, senza atteggiamenti sostitutivi da parte di CDP su quelle che sono competenze e prerogative  delle strutture interne alla PA.

Con questo spirito Cassa, forte della tradizione nel supporto tecnico alle amministrazioni e nel finanziamento degli investimenti pubblici, si candida a svolgere un ruolo sempre più innovativo di supporto agli interessi della PA, rafforzando la capacità realizzativa degli enti nel campo delle infrastrutture e delle opere di pubblico interesse.


Per maggiori informazioni sul Settore Consulenza di CDP Spa: consulenza@cassaddpp.it
(28-11-2006)

Redazione

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  • brochure
    file tipo "application/vnd.ms-powerpoint" 919kb.
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