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VITA, UPI:"Obiettivi consivisibili. Ascoltare le nostre istanze"

VITA, UPI:"Obiettivi consivisibili. Ascoltare le nostre istanze"

Le istanze delle Province nel quadro del nuovo assetto del sistema radiotelevisivo prospettato dal d.d.l. n. 1825 Gentiloni sono state il contenuto dell’audizione che Vincenzo Vita, Assessore alle politiche culturali, della comunicazione e dei sistemi informativi della Provincia di Roma tenutasi questa sera alle ore 19,30 alla Camera dei Deputati in rappresentanza dell’Unione delle Province Italiane (UPI).

“Desidero anzitutto ribadire che il disegno di legge dal Ministro Gentiloni pone obiettivi del tutto condivisibili: l’apertura del mercato e la tutela del pluralismo” ha affermato l’Assessore Vita, “e vanno apprezzati il metodo di confronto condiviso con cui il documento è stato costruito, la celerità con cui si sta compiendo la fase di consultazione e l’atteggiamento di apertura a proposte di eventuali modifiche e arricchimenti del testo. E’ un buon testo, aperto alla discussione. Occorre inserirlo in un più ampio contesto, agganciandolo ai nuovi temi  della Società dell’informazione e della conoscenza (Internet, free software) e a una rigorosa riforma della RAI. Va, poi, ripreso, affrontando la transizione al digitale, il tema delicato e cruciale dell’attuazione dei piani di assegnazione delle frequenze. Né può essere trascurato il composito e vasto mondo dell’associazionismo non profit e di quella parte della società civile che svolge attività di informazione ‘pubblica’ (common goods), per i quali potrebbe essere prevista una specifica riserva di frequenze. In tale contesto, non va trascurata la prossima gara per le frequenze dedicate al wi-max, che, ad evitare ulteriori concentrazioni, riteniamo debba essere espletata su base provinciale.”

“Nell’urgenza dell’abrogazione della legge n. 112 del 2004 (legge Gasparri)” ha proseguito Vincenzo Vita, “già più volte stigmatizzata dall’Unione europea e dalla Corte costituzionale, le Amministrazioni e le Autonomie locali hanno proprie specifiche istanze che occorre riproporre con nettezza anche nel futuro ridisegno del sistema radiotelevisivo. In particolare, il D.L. n. 177 del 2005 (Testo unico della radiotelevisione), fa esplicito divieto (art. 5 comma 1b) ad Amministrazioni ed enti pubblici di ‘essere titolari di titoli abilitativi per lo svolgimento delle attività di operatore di rete o di fornitore di contenuti’. Tale divieto va ritenuto figlio di una vecchia concezione della tv generalista e inadeguato agli scenari che la tecnologia digitale apre sul fronte dell’e-government, vale a dire le opportunità di servizi e semplificazione a beneficio dei cittadini, specie quelli più disagiati.

 
(23-02-2007)

Redazione Upi
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