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Pastorelli, Upi “Valorizzare il lavoro svolto dagli Enti locali”

Pastorelli, Upi “Valorizzare il lavoro svolto dagli Enti locali”

“La programmazione europea 2007-2013 assegna un ruolo forte e strategico alle Province e ai Comuni, quali terminali del processo di crescita, in grado di assicurare la coerenza tra le indicazioni politiche generali e la loro applicazione sui territori”.  Lo ha sottolineato Oreste Pastorelli, Vice Presidente Consiglio Provinciale di Rieti e Membro del Comitato delle Regioni, intervenendo per l’Upi all’audizione sul programma legislativo 2007 dell’Unione Europea e sul programma di 18 mesi delle presidenze tedesca, portoghese e slovena, che si è tenuta oggi alla Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati.
“D’altra parte – ha proseguito Pastorelli - le Province e gli Enti Locali più in generale, hanno dimostrato nella passata programmazione, una buona capacità e interesse a promuovere e realizzare progetti di sviluppo, a produrre innovazione, a migliorare la capacità competitiva della propria organizzazione e del proprio territorio. Le Province, in particolare, sono intervenute nel campo delle politiche del lavoro e delle politiche sociali, della formazione, dell’ambiente ed energia, della cooperazione territoriale, attraverso i programmi Equal, Art. 6, Leonardo, Life, EIE e Interreg. E lo hanno fatto con ottimi risultati, tanto che di anno in anno aumenta sia il numero dei progetti presentati sia quello dei progetti approvati”. Per questo Pastorelli ha sottolineato come secondo l’Upi è determinate garantire alle Province il proprio ruolo di soggetto catalizzatore delle esigenze del territorio e capitalizzare il serbatoio di progettualità espressa, replicando e diffondendo le esperienze di successo finanziate e  sperimentando progetti innovativi.
“Riteniamo fondamentale valorizzare, con il supporto del Ministero delle Politiche Comunitarie, la Rete delle 100 Province, perché queste istituzioni, attraverso i loro Uffici Europa, divengano terminali di comunicazione delle politiche comunitarie riconosciuti a livello istituzionale, promuovano e diffondano iniziative ed eventi di rilievo, e agiscano come catalizzatore delle esigenze e delle istanze di progettualità dei piccoli comuni, delle aree marginali e degli attori socio-economici locali del proprio territorio”.
“C’è bisogno poi di intensificare la formazione di una cultura europea, ancora non pienamente diffusa all’interno delle Pubbliche Amministrazioni – ha aggiunto in conclusione Pastorelli – e di investire nella internazionalizzazione delle Amministrazioni Locali, prevedendo azioni di formazione mirate e specifiche sul funzionamento degli strumenti operativi delle istituzioni comunitarie, che permettano di qualificare sia il personale degli Uffici Europa che i giovani, potenziali nuovi funzionari delle P.A.”

(13-03-2007)

Barbara  Perluigi
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