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I risultati della tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Nord Ovest

I risultati della tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Nord Ovest

I contenuti della ricerca illustrata da Francesco Gastaldi durante il workshopo delle Province del Nord-Ovest sono stati discussi in una tavola rotonda tra rappresentanti del mondo universitario e dirigenti delle tre regioni interessate.
“La volontà di costituire una rete delle Province nel nord ovest è positiva- ha detto Gianni Dellacasa, direttore del Dipartimento Sviluppo Economico e Politiche della Regione Liguria- . L’integrazione economica e territoriale dell’area è già  nei fatti, un esempio è il retroporto di Alessandria. Nel campo delle norme e delle leggi, invece, le Regioni e le Province devono parlarsi di più”. Dellacasa è poi intervenuto sul tema delle risorse economiche. “Nonostante si parli spesso di federalismo fiscale, c’è una tendenza neocentralistica che si può constatare dalle minori risorse che vengono destinate a Regioni e Province”.
Preoccupazione ribadita da Paolo Baccolo, Direttore Industria, Piccola e Media Impresa e cooperazione della Regione Lombardia.
“Alcune Regioni hanno inviato i programmi operativi all’Unione Europea, adesso parte il negoziato per l’approvazione. La diminuzione  delle risorse, però, mette a rischio sia le aree deboli che quelle più importanti escluse in precedenza dai finanziamenti”. Baccolo ha insistito sulla necessità di uno sforzo comune di tutti i livelli amministrativi per un obiettivo prioritario quale la semplificazione burocratica per le imprese e ha auspicato che l’entrata di internet nelle istituzioni possa contribuire a questo obiettivo.
“Il ruolo giocato dalle Province nello sviluppo locale è importante, attivo, anche al di fuori dei compiti istituzionali attribuiti- è intervenuto Gabriele Pasqui, Docente di Politica Economica del Politecnico di Milano-. Proprio perché dotate di un ruolo debole, le Province riescono infatti ad istituzionalizzare i processi di sviluppo”.
Gioacchino Garofoli, Docente di Politica Economica dell’Università dell’Insubria, si è espresso sulla necessità di implementazione delle esperienze e delle conoscenze.
“E’ importante che le tre Regioni lavorino assieme alle Province, organizzando reti locali di partenariato. Occorre poi implementare le conoscenze e fare formazione” A questo scopo Garofoli ha proposto di creare una scuola di sviluppo locale, un progetto di formazione a cura delle Province.
“Dalla ricerca di Gastaldi emerge la disomogeneità del territorio- ha analizzato Claudio Ferrari, Docente di Economia Applicata dell’Università di Genova-. Effettivamente la diversità dei fattori di produzione rende difficile uno sviluppo omogeneo dell’area. La rete interterritoriale è utile perché la competizione non è solo tra imprese ma anche territoriale. La provincia può stimolare i vari soggetti presenti sul territorio ad entrare nella rete”.
Carlo Solone, Docente di Geografia Economica e Politica dell’Università di Torino ha sostenuto che “ la rete associativa è importante perché crea una cornice all’interno della quale soggetti diversi possono parlarsi “ e ha messo in guardia dal rischio di considerare l’integrazione come un fine e non uno strumento per lo sviluppo locale.
Paolo Perulli, Docente di Sociologia dei Processi Economici e del Lavoro dell’Università del Piemonte Orientale, ha invece insistito sulla necessità di rivedere il rapporto tra le istituzioni.
“Il Nord Ovest è una grande regione di città con specificità, saperi, dinamiche diverse. E’ un tessuto straordinario che va fatto giocare assieme, ma non sappiamo come. Abbiamo ancora un’idea preistorica degli Enti, simile alle matrioske russe: uno Stato con dentro le Regioni, poi le Province, infine i Comuni. I processi invece sono trasversali, non classificabili in schemi rigidi. Per  questo la rete delle Province è importante. Occorre infatti creare nuovi assemblaggi tra le istituzioni”.
Paolo Perulli ha fatto due esempi di questi processi che riguardano la Liguria.
“Si sta creando una community logistica che parte dal porto di Genova e arriva fino a Varese, passando per le province di Alessandria e Novara. Sul territorio questo assemblaggio esiste già, ma a livello istituzionale non ancora. Analogo è il discorso per il porto di Savona, in grande crescita, che può trovare spazi nella provincia di Cuneo”.
A chiusura del workshop è intervenuta  Daniela Gasparini, Assessore al Piano Strategico della Provincia di Milano.
“Con l’odierno work-shop la rete delle Province del Nord-Ovest compie un ulteriore decisivo passo in avanti. Dalle regole del gioco si passa alla definizione del campo di azione e delle politiche pubbliche che possono segnare il futuro di questa macroregione policentrica. La nostra macroarea non ha confini fissi ma rappresenta una comunità allargata che si forma secondo geografia variabili sulla base dello sviluppo funzionale. Logistica, porti, università, reti telematiche, sviluppo d’impresa, corridoi infrastrutturali sono tutti esempi sui quali costruire la sperimentazione e la cooperazione nei nostri territori”.


 
(19-03-2007)

Redazione
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