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Audizione alla Camera sui derivati

Upi “Più trasparenza: costruiamo un quadro di regole”

“Non c’è, per le Province, un allarme  derivati: secondo il Ministero dell’economia sono solo 43 le Province che hanno sottoscritto 127 relativi contratti, ma tra questi ci sono anche le rinegoziazioni di contratti esistenti, per una esposizione complessiva riportata da Banca d’Italia pari a 100 milioni di euro. Però c’è bisogno di costruire un quadro di certezze all’insegna della trasparenza, obiettivo che non si può raggiungere con provvedimenti tampone, come quelli inseriti nella manovra finanziaria all’esame del Senato”. Lo ha detto Maurizio Zingoni, componente dell’Ufficio di  presidenza dell’Upi, intervenuto insieme all’Assessore al Bilancio della Provincia di Roma, Antonio Rosati, all’audizione che si è svolta oggi alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati sul tema dei derivati. Proprio l’Assessore Rosati ha ricordato quanto su questi temi sia necessario costruire modelli virtuosi tra tutti i soggetti coinvolti “perché questi strumenti sono utilizzati per dare risorse al cuore dei bilanci delle Province e dei Comuni, che sono gli investimenti. Dobbiamo rendere più efficace la struttura, e c’è la necessità di fare crescere il livello di informazione su questi strumenti e sugli istituti che li offrono,  senza però eccedere in burocrazia”.
Zingoni e Rosati hanno poi presentato alla Commissione un documento con le proposte dell’Upi :

- l’istituzione di una Cabina di Regia che possa favorire il confronto tra tutti gli attori coinvolti: Ministero dell’Economia, Consob, Banca d’Italia, ABI, Regioni, Province e Comuni;
- l’utilizzo in via prioritaria del procedimento della gara per l’individuazione dell’istituto bancario con cui effettuare tali operazioni, al fine di realizzare le condizioni migliori e stimolando una maggiore efficienza del mercato;
- l’utilizzo del rating quale tratto distintivo imprescindibile per l’attivazione di tali strumenti: affidabilità finanziaria e professionalità sono i requisiti necessari per gli operatori che si accingono a sottoscrivere determinati contratti;
- la diversificazione degli strumenti finanziari offerti
- la pubblicizzazione di comportamenti “non in linea “ degli istituti di credito.

Proposte che sono state accolte in maniera positiva dalla Commissione Finanza della Camera. 

SUL TEMA  LEGGI L'ARTICOLO DE "IL SOLE 24 ORE" pubblicato venerdì 16 novembre 2007
(15-11-2007)

Barbara  Perluigi
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