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TRIESTE: SOSTEGNO ALLE IMPRESE SOCIALI

La Provinca riserva loro gli appalti sotto i 211 mila euro

La Provincia attiva nuove forme di sostegno alle cooperative sociali di tipo B, quelle volte all’inserimento dei soggetti deboli. Un atto di indirizzo, approvato alla fine di dicembre, stabilisce infatti che si riservino a queste imprese gli appalti dell’ente inferiori alla soglia comunitaria (211 mila euro). A questo scopo si richiede ai dirigenti e ai responsabili dei servizi provinciale di verificare, caso per caso, l’applicabilità della decisione dandone poi atto nei relativi provvedimenti.

La misura, che innova profondamente i rapporti tra l’amministrazione provinciale e la cooperazione sociale – realtà oggi composta a Trieste da 39 realtà per un totale di 657 soci di cui il 40 per cento proviene dall’area del disagio – rientra in un più ampio progetto avviato nell’ultimo anno dalla Provincia per il rilancio delle cooperative sociali.
"La direttiva – sottolinea infatti l’assessore provinciale alle politiche sociali Marina Guglielimi – vuole dare evidenza a una nuova modalità di rapporto tra l’amministrazione provinciale e la cooperazione sociale, mondo, che non è solo contraddistinto dal suo impegno sociale a favore dei soggetti svantaggiati, ma rappresenta una realtà significativa dal punto di vista occupazionale".

"L’atto d’indirizzo della Provincia – affermano Roberto Colapietro e Max Capitanio, rappresentanti rispettivamente di Legacoop e Confcooperative Federsolidarietà – è un’iniziativa di grande significato per il mondo della cooperazione di tipo B che vede così riconosciuta appieno la sua funzione sociale. L’auspicio è che tale misura possa portare quanto prima a un miglioramento dell’occupabilità delle persone in svantaggio".

A valorizzazione del settore nel 2007 la Provincia – cui istituzionalmente è affidato un compito di tutela e integrazione delle fasce più fragili della popolazione - ha promosso, in collaborazione con l’Istituto regionale per gli studi di servizio sociale (Irsses) un ciclo d’iniziative di formazione, informazione, sensibilizzazione e confronto.
Rientrano in questo progetto lo studio dell’Osservatorio provinciale sulle cooperative sociali che nel febbraio dello scorso anno ha delineato la realtà e le problematiche delle cooperative sociali e un worskhop con soggetti dell’imprenditoria sociale e amministrazioni pubbliche.

Da quest’ultima iniziativa è nata una pubblicazione intitolata "Trent’anni di cooperazione sociale: un’impresa per la società o un gioco da bravi ragazzi?", in distribuzione proprio in questi giorni, che raccoglie opinioni e contributi di operatori della cooperazione e dirigenti di enti pubblici sul presente e il futuro delle cooperative che nella nostra città hanno visto la luce trent’anni fa.

Ultima tappa, la direttiva di dicembre che punta a riservare prioritariamente alla cooperazione sociale gli incarichi d’importo inferiore alla soglia comunitaria. Tra le possibili attività figurano, a titolo esemplificativo, la piccola manutenzione ordinaria di fabbricati, impianti, aree verdi; i servizi di pulizia, facchinaggio e traslochi; il catering in occasione di convegni o manifestazioni; servizi di front e back office, call center; tipografia, rilegatura, grafica; la progettazione, realizzazione, manutenzione e assistenza di software.

 
(07-02-2008)

Ufficio stampa Provincia di Trieste
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