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Finanza e fiscalità locale
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Il parere sul DPEF 2004-2007

L’UPI, valutata l’assenza di contenuti relativamente alla relazione che intercorre tra il rilancio dello sviluppo economico del territorio e il ruolo e le necessità economico finanziarie degli Enti locali, ha ritenuto di non poter esprimere un parere in merito al DPEF.

Conferenza Unificata 24 luglio 2003

Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2004-2007

(Parere ai sensi dell’art.1-bis, co.2. legge 5 agosto 1978, n.468 e s.m.i.)

PREMESSA

L’intesa interistituzionale siglata nel giugno 2002, prevedeva un percorso comune nella fase di elaborazione delle linee del Dpef, come pure l’avvio del processo di costruzione del federalismo fiscale in attuazione dell’art.119 Cost.

È evidente che il sistema della fiscalità locale come pure l’individuazione di strumenti efficaci che garantiscano un’autonomia finanziaria per gli enti locali e per le province in particolare (che sono, tra tutti, quelle che hanno a disposizione leve fiscali assai insufficienti rispetto alle spese necessarie a garantire un efficiente esercizio delle funzioni proprie e conferite), rappresentano i capisaldi di un assetto istituzionale che vede, in via equiordinata, assegnare pari dignità a Stato, Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane.

Va in questo senso sottolineato il fondamentale ruolo che le Province svolgono nelle politiche di sviluppo locale, sotto molteplici direzioni: programmazione e pianificazione del territorio, formazione e mercato del lavoro, tutela e salvaguardia dell’ambiente, costruzione e manutenzione rete viaria, ecc.A tal fine, nelle scorse settimane l’UPI aveva formulato alcune proposte al Governo relativamente a possibili contenuti del Dpef, sia rispetto a politiche settoriali sia  rispetto ai meccanismi del patto di stabilità interno, ribadendo più volte la necessità di procedere in maniera concertata allo sviluppo delle linee del Documento di Programmazione Economico-finanziaria.

Nello specifico l’UPI aveva sottolineato la necessità di reperire risorse rispetto a: edilizia scolastica, manutenzione e gestione della rete stradale provinciale, modernizzazione e innovazione tecnologica nonché dissesto idrogeologico e salvaguardia delle risorse idriche ed energetiche.

Attenzione particolare merita inoltre la fase di interlocuzione avuta nei mesi scorsi rispetto alla possibilità di modificare i meccanismi relativi al rispetto del patto di stabilità interno per gli enti locali, proposta avanzata dall’UPI e basata sulla consapevolezza di dover apportare un significativo e responsabile contributo al risanamento del debito pubblico attraverso regole più chiare ed eque rispetto a tutti i settori che compongono il comparto della Pubblica Amministrazione, oltre che più rispettose dell’autonomia organizzativa e finanziaria degli enti locali.

I CONTENUTI DEL DPEF

Nel Documento in esame non vi sono elementi che corrispondono alle richieste dell’UPI, in nessuno dei settori considerati.

Non vi è peraltro cenno al ruolo, che invece è determinante nel raggiungimento degli obiettivi macroeconomici previsti, del sistema degli enti locali: se da un lato è stato, come è giusto, offerto uno spazio particolare alle misure a sostegno dello sviluppo nel Mezzogiorno, come pure alle grandi opere infrastrutturali che saranno funzionali per il Paese anche e soprattutto in un contesto europeo allargato ad est, non è chiaro il ruolo che viene assegnato al sistema degli enti locali (Province, Comuni e Comunità montane) rispetto alle prospettive di sviluppo locale per i prossimi anni.

Anche rispetto al patto di stabilità non ci sono riferimenti alle proposte avanzate nelle scorse settimane ma, al contrario viene fatto espresso riferimento ad un ulteriore giro di vite sugli acquisti di beni e servizi nonché ad una applicazione del patto di stabilità interno in coerenza con le prescrizioni europee. Viene così prefigurata una modifica alle attuali norme vigenti per il patto di stabilità interno per il 2004, senza che venga fatto cenno al fatto che fino ad ora, il sistema delle autonomie locali nel suo complesso ha sempre dimostrato un forte senso di responsabilità nei confronti degli impegni assunti dal  Paese nei confronti dell’UE, centrando sempre gli obiettivi previsti dalle leggi finanziarie.

L’Upi ritiene doveroso infine, porre l’accento sulla necessità di fare immediata chiarezza circa le risorse finanziarie essenziali per concludere la fase del rinnovo contrattuale (in ritardo di oltre 18 mesi) per il comparto Regioni-Enti locali: le rassicurazioni fatte in merito dal Governo non chiariscono se l’aumento dello 0.99% della retribuzione applicato al tabellare – alla stregua degli altri comparti dei dipendenti pubblici – sul quale l’UPI aveva espressamente richiamato la necessità che tale percentuale fosse esclusa dal calcolo utile ai fini del patto di stabilità, dovrà essere a carico degli enti locali oppure no.

Stante la premessa iniziale e valutata l’assenza di contenuti relativamente alla relazione che intercorre tra il rilancio dello sviluppo economico del territorio e il ruolo e le necessità economico finanziarie degli Enti locali, l’UPI non ritiene di poter esprimere un parere in merito al Documento di Programmazione economico-finanziaria 2004-2007.
(19-09-2003)

Redazione UPI
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