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Valichi di confine. La soddisfazione dell’assessore provinciale Marco Marincic

"L’annuncio che il governo italiano ha fatto proprio, avanzando in sede europea la proposta di unificare i controlli di polizia ai valichi di frontiera con gli stati nuovi membri dell’UE, è fonte di grande soddisfazione per la Provincia di Gorizia che da tempo si batte per anticipare la caduta dei confini e facilitare al massimo fin d’ora il libero transito delle persone.”

E’ questo il commento dell’assessore provinciale alle politiche transfrontaliere Marco Marincic in merito all’annuncio, fatto nel corso della recente visita a Gorizia dal direttore generale per l’Europa della Farnesina Paolo Pucci di Benisichi, che l’Italia proporrà in sede europea l’unificazione delle procedure di controllo sulle frontiere con i paesi di prossima adesione all’U.E.

Marincic ricorda la genesi e le finalità della proposta, avanzata a suo tempo dalla Provincia e formalizzata, nell’agosto dello scorso anno, in una lettera del presidente Brandolin ai capi di governo e ai ministri degli esteri e degli interni di Italia e Slovenia. “L’idea di proporre un unico posto di controllo ai valichi di frontiera, in particolare in quelli di seconda categoria, riservati a traffico locale,” spiega Marincic, “è nata dal fatto che le proposte di un sostanziale ampliamento degli orari e delle modalità di funzionamento dei valichi minori, ripetutamente avanzate dalla Provincia negli anni precedenti, si sono sempre infrante contro l’ostacolo della carenza di personale necessario a coprire ulteriori turni di servizio. Vista la positiva esperienza delle pattuglie miste, abbiamo perciò pensato che si sarebbero potuti unificare anche i controlli ai valichi minori, in modo da ridurre significativamente il personale utilizzato per gli attuali turni di servizio e consentirne l’utilizzo per ampliare gli orari di apertura dei valichi.”

La proposta aveva fin da subito ottenuto il parere positivo tanto della Farnesina quanto, in via informale, della parte slovena, qualche obiezione legata al regime dei controlli di Schengen era stata invece avanzata dal nostro ministero degli interni.

“Tali perplessità sembrerebbero ora superate e questo mi sembra molto importante affinchè il prossimo 1° maggio - ma, volendo, lo si potrebbe fare anche prima - i confini comincino a cadere non solo per le merci ma anche per le persone”, valuta Marincic, che tuttavia precisa: “Essenziale rimane la volontà di non limitarsi a provvedimenti di carattere prevalentemente simbolico, che pure sono importanti dal punto di vista politico, ma di puntare ad una effettiva maggiore permeabilità del confine, ampliando gli orari e semplificando i controlli in particolare sui valichi minori. La Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen consente fin d’ora accordi in tal senso relativi al piccolo traffico traffico di frontiera. Si tratta di un’opportunità cha a nostro avviso andrebbe colta, per anticipare e graduare nel tempo gli effetti della scomparsa del confine, che, altrimenti, avverrebbe repentinamente tra un paio d’anni, al momento dell’adesione della Slovenia all’Accordo di Schengen.
(02-10-2003)

LUCA  PRIMAVERA
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