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Cuspi - Presidenza e linee di indirizzo

L'assemblea del 9 maggio 2002 del Coordinamento degli uffici di statistica delle province italiane ha rinnovato la fiducia al Comitato di Presidenza ed approvato le seguenti linee di indirizzo

COORDINAMENTO DEGLI UFFICI DI STATISTICA DELLE PROVINCE ITALIANE

 

Il Comitato di Presidenza è composto da Rossella Salvi (Rimini) - Presidente - Annamaria Barbucci (Firenze) - Gianfranco Garzolino (Vercelli) - Francesca Leone (Perugia) - Cinzia Viale (Rovigo) - Giuseppina Vilasi (Reggio Calabria)

 

Linee di indirizzo  - Le Province e la statistica

Le Province italiane non hanno una lunga tradizione in materia statistica. Fino al 1990 i compiti statistici a livello provinciale venivano affidati generalmente agli uffici delle Camere di Commercio. Con il d. lgs. 322/89 viene istituito il Sistema statistico nazionale e si prevede l'istituzione degli uffici di statistica anche nelle Province italiane. Nell'ambito del Sistema statistico nazionale, però, le Province restano ai margini del sistema, poiché permangono le competenze statistiche degli uffici camerali e viene affidato agli uffici di statistica delle Prefetture il compito di coordinare l'attività statistica in ambito locale.

Nonostante ciò, l'art. 14, comma 1, lett. l, della legge 142/90, ha affidato alle Province la competenza relativa alla raccolta ed elaborazione dati e all'assistenza tecnico ed amministrativa agli enti locali. Successivamente, il processo di trasferimento di funzioni dallo Stato alle Autonomie locali avviato dalla legge 57/97 ha rafforzato il ruolo delle Province di enti di governo di area vasta  ed ha posto l'esigenza del coordinamento delle informazioni come uno dei punti essenziali per la realizzazione di un sistema istituzionale policentrico. Non a caso, proprio nel Testo unico sull'ordinamento degli enti locali (D. lgs. 267/200) si afferma esplicitamente che la Provincia coordina lo sviluppo locale e viene confermata la necessità di prevedere sistemi informativi statistici in grado di garantire la circolazione delle informazioni nell'ambito degli enti locali e nel paese. Infine, con la riforma del Titolo V della Costituzione le Province, insieme ai Comuni, alle Città metropolitane, alle Regioni e allo Stato diventano elementi costitutivi della Repubblica, ovvero i livelli istituzionali intorno a quali occorre organizzare l’azione pubblica.

Inoltre, per le attività statistiche ufficiale, l’ambito provinciale diviene sempre di più una chiave di lettura dei fenomeni territoriali, economici ed ambientali. Storicamente, in Italia, la società civile e politica (i sindacati, le associazioni professionali, la chiesa, i partiti) ha eletto il territorio provinciale come circoscrizione territoriale essenziale per la sua articolazione organizzativa. Anche a livello europeo, le analisi statistiche di Eurostat e le politiche comunitarie hanno spesso come riferimento territoriale proprio la dimensione provinciale (Nuts 3).

Sulla base di questi dati normativi ed esigenze informative, nel corso degli anni '90, le Province hanno cominciato ad istituire al proprio interno gli uffici di statistica: fino ad oggi 67 province su 100 lo hanno fatto. In questi anni, l'UPI e gli uffici di statistica delle Province hanno cominciato ad organizzare una presenza istituzionale nel Comitato di indirizzo dell'informazione statistica ed un'attività di relazioni nell'ambito dell'Istat e del Sistan, insieme ai rappresentanti degli uffici di statistica dei Comuni e delle Regioni (attraverso la partecipazione a circoli di qualità, commissioni, gruppi di lavoro per i censimenti, per la riforma del Sistan, per l'elaborazione del Programma statistico nazionale che deve avere obbligatoriamente il parere della Conferenza unificata, ecc.).

Su scala nazionale, gli uffici di statistica delle Province hanno cominciato a svolgere insieme delle attività di elaborazione e di ricerca nell'ambito del Programma statistico nazionale ed hanno iniziato a coordinarsi tra di loro, utilizzando la rete internet e scambiando informazioni su un area riservata.

Nel 1999 si costituito il Coordinamento degli uffici di statistica delle province italiane (CUSPI) che si è attivato innanzitutto sui seguenti obiettivi:

1. la realizzazione di una efficiente rete di uffici di statistica provinciali;

2. la riforma del Sistema statistico nazionale, attraverso l'elaborazione di un documento comune con i rappresentanti delle regioni, dei Comuni, delle Comunità montane, delle Camere di commercio, e dell'ISTAT, che prevede l'adeguamento del SISTAN al nuovo assetto dei poteri pubblici derivante dal processo di trasferimento di funzioni a Regioni e Autonomie locali, attraverso la creazione di un sistema a rete, unitario e policentrico, della statistica pubblica (un documento sulle linee di riforma è stato approvato nella Conferenza unificata del 4 aprile 2000);

3. il rapporto con l'Istat, per la definizione di un quadro di cooperazione che consenta alle Province di utilizzare a pieno il patrimonio informativo delle statistiche pubbliche ufficiali e le risorse organizzative dell'Istituto nazionale di Statistica e, allo stesso tempo, permetta al paese di avere informazioni sulle attività delle Province e sulla loro realtà territoriale.

Su tali basi si è pervenuti alla stipula del Protocollo di intesa tra ISTAT e UPI del 21 luglio 2000. Il protocollo ha trovato una prima attuazione con la nomina di un gruppo paritetico che ha operato nell’anno 2001 al fine di elaborare ed approvare proposte e progetti relativamente a:

un sistema informativo statistico delle province italiane;

la raccolta di informazioni relative all'organizzazione e alle attività delle Province;

un programma di formazione per gli uffici di statistica provinciali.

In particolare, il progetto di sistema informativo statistico delle Province italiane è stato approvato dagli organismi direttivi di UPI ed ISTAT. Il progetto prevede come prima fase lo sviluppo di un sistema di scambio di informazioni statistiche, attraverso la formazione di database che raccolgano le informazioni disponibili presso l’ISTAT e le elaborino in funzione delle esigenze delle Province. Le Province, attraverso un gruppo di lavoro degli uffici di statistica che aderiscono al CUSPI, hanno preso l’impegno con il Direttore del SISTAN di svolgere le attività di progettazione esecutiva e di realizzazione di una prima versione della banca dati in vista della Conferenza statistica nazionale del 2002.

L’evoluzione delle attività degli uffici di statistica delle Province pone oggi l’esigenza di dare ulteriore stabilità alle attività del CUSPI. Nell’assemblea di Bologna del 10 gennaio 2002 si è perciò stabilito di rivedere l’organizzazione del CUSPI, attraverso un Regolamento che chiarisca esplicitamente la natura di Coordinamento degli uffici di statistica ad adesione volontaria, che opera esplicitamente nell’ambito dell’Unione delle Province d’Italia. Questa decisione è stata ratificata nell’assemblea del 9 maggio 2002, nella quale sono stati definiti i nuovi organismi di coordinamento.

La riorganizzazione del CUSPI è finalizzata all’avvio di una nuova fase di attività delle Province nella materia statistica.

In questi primi 10 anni di avvio delle attività degli uffici di statistica provinciali si è pensato soprattutto a creare una prima rete degli uffici di statistica e a rivendicare il riconoscimento delle loro competenze nell’ambito del SISTAN.

Alla luce dell'esperienza e della nuova collocazione costituzionale delle Province, quali enti territoriali con funzioni amministrative proprie, occorre ora collocare l’attività statistica delle Province italiane al centro di una strategia di alleanze istituzionali con le Camere di Commercio, gli Uffici territoriali del Governo, i Comuni e gli altri enti che operano nel territorio provinciale, al fine di realizzare sistemi statistici provinciali in grado che permettano alle Province di rispondere a pieno alla loro vocazione istituzionale di enti di governo di area vasta, di programmazione  e di coordinamento dello sviluppo locale.

Allo stesso tempo, occorre favorire la cooperazione statistica in ambito regionale e in ambito nazionale, nell'ambito del SISTAN e di quanto previsto dalle normative regionali, valorizzando gli accordi e le intese con le Regioni e con l'ISTAT, nella prospettiva della riforma del Sistema statistico nazionale, attraverso l'approvazione di una nuova disciplina sul coordinamento dell'attività statistica nazionale, che tenga conto del nuovo assetto costituzionale.

(21-11-2003)

Gaetano  Palombelli
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