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Presentato il rapporto Irpet 2002 su Pistoia

Un anno difficile

L’Assessore al Lavoro Giovanna Roccella e quello allo sviluppo economico Luigi Giorgetti della Provincia di Pistoia hanno presentato venerdì 12 dicembre il rapporto Irpet (Istituto Regionale per la programmazione economica della Tocana) con i dati del 2002 per l’economia pistoiese. I due Assessori hanno confermato il momento economico difficile della provincia che segue i dati generali.

“I dati economici del rapporto per Pistoia – ha detto l’Assessore Giorgetti – confermano il quadro economico difficile. La crescita del pil è stata modesta anche se tra le maggiori in Toscana. C’è una conferma per l’andamento dei settori produttivi tradizionali della nostra zona mentre si conferma la crisi del settore moda e anche in parte del calzaturiero che nel 2001 aveva tenuto. Il turismo ha tenuto e si è sviluppato soprattutto in montagna mentre ha avuto un arretramento in Valdinievole. I dati sono preoccupanti anche se si pensa ai dati congiunturali perché nel 2003 non c’è stata la ripresa attesa. Come Provincia di Pistoia ricordo che con enti, sindacati, associazioni di categoria, partecipiamo al “Tavolo per lo sviluppo” che a sua volta si riunisce con sottotavoli di settore. Il Tavolo è partito dall’analizzare il nostro modello di economia di medie e piccole imprese per cercare di intervenire, mettendo in squadra le loro caratteristiche, affrontandone i problemi”

“La crisi si è evidenziata negli ultimi anni in alcuni settori economici, soprattutto a livello di piccola impresa – ha detto  l’Assessore Roccella – Diciamo che, se si analizzano anche i dati 2003 prodotti dall'Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Pistoia, c’è un saldo positivo tra avviamenti e cessazioni al lavoro nel secondo trimestre 2003. Ma c’è da sottolineare che su dieci persone che trovano lavoro 3 sono a tempo indeterminato e 7 precari dunque la maggioranza ha un contratto a termine. Grazie a Idol, il software che la Provincia di Pistoia utilizza nei servizi del collocamento, siamo in grado ora, ogni tre mesi, di monitorare l'andamento dell'occupazione. Anche il numero di vertenze e di lavoratori in mobilità, di imprese con meno di 15 dipendenti, che il Servizio Lavoro della Provincia registra è aumentato. La difficoltà del momento viene anche confermata dal numero di ore di cassa integrazione che nel periodo gennaio - novembre 2003 fa registrare, rispetto allo stesso periodo del 2002, un aumento del 114,83% nel settore tessile e del 233,76% nel settore pelli e cuoio. Questi dati riguardano le aziende con più di 15 dipendenti. Il nostro impegno come ente è volto, oltre ad affrontare le crisi occupazionali mettendo in campo tutti gli strumenti a disposizione di politiche attive del lavoro, anche nell'indirizzare, di concerto con le parti sociali, le risorse regionali del piano moda e europee, della riserva di performance Ob. 3 verso azioni di sostegno all'innovazione per i settori in crisi del nostro territorio".

 Sintesi del rapporto

 
Nel 2002 la provincia di Pistoia ha realizzato un tasso di crescita del Pil pari allo 0,3%, un risultato appena superiore a quello regionale (+0,2%). Il rallentamento congiunturale che ha interessato il sistema economico provinciale (nel 2000 la variazione era stata del +3,4%, nel 2001 del +1,8%), è stato determinato non solo da una netta contrazione delle esportazioni, ma anche da una domanda interna debole e non sufficiente ad attutire le negative ripercussioni prodotte da un quadro macroeconomico attraversato da crescenti tensioni sui mercati internazionali.

Le esportazioni totali –flusso di merci dirette anche verso il resto d’Italia e della Toscana– sono diminuite del –1,0%, mentre le importazioni totali hanno fatto segnare una contrazione più ridotta (-0,4%), determinando così un peggioramento del saldo commerciale. I consumi finali privati interni, i cui tassi di incremento riflettono sia l’evoluzione del reddito disponibile della popolazione residente che la dinamica dei consumi turistici– hanno registrato una stagnazione.

A ciò ha fatto riscontro una modesta evoluzione della domanda di lavoro, che –misurata in termini di unità di lavoro (120.600), computate in base alla quantità di lavoro domandata dal sistema economico e quindi non necessariamente collegate al numero di posti di lavoro- è cresciuta dello 0,1%. L’indagine Istat sulla forza di lavoro evidenzia, infatti, per il 2002 una crescita del numero degli occupati residenti pari al 2,7% (a livello regionale l’incremento è stato solo dello 0,5%). Il tasso di occupazione è passato dal 60,9% al 63,3%, mentre quello di disoccupazione è diminuito di un punto percentuale: da 5,5% a 4,4%, quindi Pistoia risulta quarta dopo Arezzo, Siena e Firenze e al di sotto della media toscana (4,9 %).

Per quanto riguarda in particolare l’export estero, la provincia di Pistoia ha registrato una flessione delle proprie esportazioni pari al –3,9%. Tale performance negativa risulta meno pronunciata di quella regionale (-4,5%). L’eccezionale risultato del comparto dei mezzi di trasporto (+66,7%), determinato probabilmente dalle specifiche caratteristiche delle commesse ferroviarie, e la buona dinamica del settore florovivaistico (+10,6%), compensano almeno in parte la brusca frenata del sistema moda (tessuti –7,3%, maglieria –14,1%, confezioni –11,1%) e del comparto calzaturiero in particolare (-23,6%). Tra gli altri settori di specializzazione della provincia, modesta risulta infine la crescita delle esportazioni del settore dei mobili (+0,4%), primo comparto provinciale per quota di export (13,2%).

Il rallentamento economico evidenziato nel 2002 dai flussi commerciali provinciali verso l’estero trova ulteriori conferme in altri indicatori ed in modo particolare con riferimento al sistema moda. Il comparto cuoio/calzature segna una caduta del valore aggiunto pari al –11,4%; meno pronunciata, ma sempre consistente, la contrazione del valore aggiunto del settore tessile/abbigliamento (-8,3%). A fare le spese del difficile momento del sistema moda sono state soprattutto le micro-imprese artigiane, che hanno registrato una riduzione del fatturato pari al –12,3%. Per la meccanica, invece, il 2002 si è rivelato un anno piuttosto positivo, con un incremento del valore aggiunto del +4,0%, risultato che riflette un aumento pronunciato di questo indicatore nel comparto dei mezzi di trasporto (+24,9%), a fronte invece di diminuzioni tanto nel settore metalmeccanico (-2,7%) che in quello delle macchine ed apparecchi meccanici ed elettrici (-4,7%).

Luci e qualche ombra a proposito delle costruzioni. Da una parte nel 2002 si è confermata la notevole vitalità imprenditoriale del settore (+5,2%) e si è registrato un incremento del volume di affari delle imprese edili artigiane (+2,0%), dall’altra però il valore aggiunto del comparto è rimasto pressoché stabile (+0,1%). Si tratta di segnali ancora parzialmente contraddittori per giungere ad un interpretazione forte, solo successivamente sarà infatti possibile comprendere se si è di fronte ad un temporaneo rallentamento del comparto o se la crescita sostenuta che negli ultimi anni ha caratterizzato ininterrottamente il comparto delle costruzioni sia arrivata ad un ridimensionamento strutturale.

Passando all’attività terziaria, che anche nella provincia pistoiese esercita l’influenza di maggior rilievo (con un peso sul valore aggiunto provinciale del 19,8% per il commercio e del 47,0% per i servizi), si osserva per il 2002 un andamento positivo sia del valore aggiunto (servizi +1,6%, commercio +0,2%) che della dinamica imprenditoriale, con un incremento non trascurabile di quest’ultima nei settori dei servizi alle imprese (+5,4%) –particolarmente interessante è il risultato del settore immobiliare (+7,8%)- delle agenzie di viaggio (+4,1%) e degli alberghi e ristoranti (+1,8%).

Infine, le indicazioni che provengono dal settore turistico –notevole è il contributo che questo offre, in modo diretto o indiretto, allo sviluppo del sistema economico provinciale- mostrano una lieve flessione della provincia di Pistoia in questo comparto. Le statistiche relative alle presenze turistiche segnalano infatti, per il 2002, una diminuzione complessiva dei flussi turistici del –0,7% (quasi in linea comunque con quanto verificatosi nel 2002 a livello regionale, dove si è registrata una flessione delle presenze turistiche del –0,3%). È importante sottolineare come il risultato complessivo della provincia rifletta la diminuzione dell’affluenza turistica nell’APT 3 di Montecatini Terme (-1,1%), che rappresenta circa l’85% delle presenze turistiche totali nella provincia, e l’incremento (+1,8%) dell’affluenza nell’APT 12 Abetone-Pistoia-S.Marcello Pistoiese, una variazione positiva, quest’ultima, che segna finalmente l’arrestarsi di una preoccupante tendenza alla contrazione delle presenze turistiche nella montagna pistoiese.
(19-12-2003)

Paolo Giuntoli
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