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A Pistoia il progetto "Immigra"

Tante realtà insieme per riconoscere il valore dell'immigrazione

E' stato presentato mercoledì 17 dicembre, il Progetto "Immigra" che vede insieme la Regione Toscana, la Provincia di Pistoia, i Comuni Zona sociosanitaria Pistoiese, i Comuni Zona Sociosanitaria Valdinievole e realtà del volontariato e delle associazioni datoriali.

Il progetto Immigra, approvato dalla Regione Toscana ed inserito nell’accordo di programma denominato "Toscana Sociale", prevede lo sviluppo di azioni di sistema rivolte alla popolazione extracomunitaria presente sul territorio ed è coordinato dalla Provincia di Pistoia , Assessorato alle Politiche Sociali.

Hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione il Vice Presidente della Regione Toscana Angelo Passaleva, l'Assessore alle politiche sociali della Provincia di Pistoia Daniela Gai, il Presidente della Conferenza dei Sindaci di Pistoia, Sindaco di Pistoia, Renzo Berti, il Presidente della Conferenza dei Sindaci della Valdinievole, Sindaco di Chiesina Uzzanese, Osvaldo Arbi, Sergio Giusti della Cna, Paola Bellandi della Associazione S. Martino De Porres e Caritas e Giuseppe Chiaramonte della Cia.

E' stato ricordato che la popolazione straniera residente in Provincia di Pistoia al 31 dicembre 2002 ammonta a 10.440 unità con un incremento nell’ultimo quadriennio del 58%. Dei 10.440 stranieri oltre un terzo vive nel capoluogo, mentre il 41% risiede in Valdinievole e il 17% nell’area della Piana pistoiese in cui la presenza di stranieri rispetto al 1999 è più che raddoppiata registrando in quest’area il massimo incremento dell’intera Provincia. In generale vi è una leggera prevalenza di uomini rispetto alle donne (51% uomini, 49% donne) e una presenza di minori nella misura del 14% rispetto all’intera popolazione straniera residente.

La presenza di cittadini albanesi è più che raddoppiata nel quadriennio e rappresenta, al 2002, il 45% dell’intera popolazione straniera; vi è poi l’11% di marocchini e il 7% di rumeni la cui presenza è caratterizzata in particolare dalla prevalenza femminile.

Gli ambiti di lavoro locali nei quali è più forte la presenza di extracomunitari sono abbastanza noti e comprendono il florovivaismo, l'edilizia, il lavoro domestico e di cura, l'industria e l'artigianato ed il commercio ambulante.

"Il progetto Immigra vuole intervenire nella pratica quotidiana della vita di queste persone - ha detto l'Assessore Gai che ha illustrato il progetto - riconoscendo il loro contributo alla nostra società e sviluppando le politiche di accoglienza. Il progetto prevede tre azioni: la ricerca della casa, la ricerca di forme e di modalità efficaci per un accrescimento delle competenze e conoscenze interculturali degli operatori degli Enti pubblici, l’affermazione dei diritti di cittadinanza attraverso anche la lotta alla discriminazione. Unendo le forze esistenti a livello di enti pubblici e associazionismo si tratta di individuare modalità e strategie per attivare un percorso di reale inclusione abitativa, valorizzando quello che già è stato fatto in termini di elaborazione sul problema Casa.

Riteniamo che il senso di appartenenza ad una comunità locale si sviluppi infatti anche attraverso il "mettere radici" ed avere perciò un'abitazione per poter così garantirsi il diritto di ricongiungersi e vivere con la propria famiglia. Per la seconda azione l'intervento prevede la realizzazione di percorsi formativi linguistico/culturali per favorire la comunicazione; spazi per lo scambio culturale nel rispetto e la valorizzazione dei saperi e dei saper fare propri di ogni realtà culturale. L’acquisizione di conoscenze e competenze  linguistico culturali in questo senso ha un ruolo fondamentale per fungere da ponte fra i cittadini e le cittadine stranieri, il contesto e le Istituzioni locali. Si pensa dunque a momenti di approfondimento e conoscenza, attraverso focus group, seminari, percorsi formativi ad hoc,  che mettano in condizione gli operatori degli Enti locali di acquisire competenze e conoscenze utili per favorire un più adeguato rapporto comunicativo e di accoglienza  tra le Istituzioni ed i cittadini provenienti da paesi extracomunitari. Per il terzo punto si è pensato all'organizzazione di un Centro antidiscriminazione, in collaborazione con i comuni, altre istituzioni locali interessate al problema, le associazioni di immigrati e del volontariato sociale".

In particolare è stato detto il centro dovrà essere finalizzato alla osservazione, informazione e assistenza alle vittime delle discriminazioni per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Un centro attraverso il quale le istituzioni pubbliche e le organizzazioni del terzo settore, ciascuna per la propria parte, lavoreranno per rendere effettivi, nella vita quotidiana dei cittadini, segnatamente degli stranieri immigrati, i principi di parità, uguaglianza e pari opportunità sanciti dall’art. 3 della Costituzione, estendendoli ad ogni persona  che risieda nel territorio dello Stato, consentendo così, per tutti, l’esercizio dei fondamentali diritti di cittadinanza sociale. In concreto, il centro porrà in essere un’attività di front office, gestita da personale qualificato,  in grado di ascoltare e registrare le situazioni di discriminazioni di cui sono vittime i cittadini, offrire loro una prima consulenza legale. I dati raccolti saranno poi oggetto di analisi, ai fini della costituzione di un database al servizio sia delle istituzioni che dei cittadini, per un supporto concreto in situazioni simili.

Per la realizzazione di queste azioni è già avviato un percorso di concertazione tra i soggetti che a vario titolo operano in questo ambito, al fine di valorizzare le singole esperienze all’interno di un progetto di sistema più ampio qual è appunto IMMIGRA. 

Il progetto si doterà inoltre di uno specifico gruppo di coordinamento composto dai soggetti che intendono aderire all’iniziativa (Enti e Istituzioni locali, forze economiche e sociali, Caritas Diocesana e Terzo settore); tale gruppo, che si riunirà sistematicamente, avrà il compito di sostenere lo sviluppo delle varie azioni previste, monitorare in itinere il percorso progettuale e garantire i necessari collegamenti con le altre iniziative di settore presenti sul territorio.  Di questo gruppo di lavoro faranno parte anche una rappresentanza dei cittadini extracomunitari che vivono nella nostra provincia e gli operatori di sistema individuati grazie alla selezione effettuata recentemente dalla Provincia di Pistoia. Il progetto Immigra è stato finanziato dalla Regione Toscana per complessivi 198.000,00 euro. La Provincia di Pistoia – Assessorato Politiche Sociali garantisce il cofinanziamento previsto per un importo di circa 74.000,00 euro. Il bilancio complessivo del progetto è perciò di  272.000,00 euro.

"Nell'area metropolitana c'è oltre il 50% della popolazione immigrata - ha detto il Vice Presidente della Regione Toscana Angelo Passaleva - Per questo come Regione abbiamo pensato di utilizzare le risorse avute dal Governo nel 2000 in questo contesto con il progetto "Toscana Sociale". Con il "Progetto immigra" questo quadro si compie.  L'obiettivo di un intervento come questo il riconoscimento della dignità della persona, dei suoi diritti, della necessità della casa che permette il ricongiungimento familiare. Vorrei sottolineare poi che il progetto è aperto a chi voglia dare il suo contributo. E' infatti essenziale che vi partecipino il volontariato e le associazioni datoriali che stanno a contatto tutti i giorni con questa realtà. Credo che i toscani siano gente che ha un grande spirito di accoglienza e che le Istituzioni stiano cercando di rispondere con impegno con progetti come questo alla presenza dell'immigrazione".

"Penso che sia pistoiese chi vive a Pistoia e non solo chi ci è nato - ha detto Renzo Berti - per questo valuto questo progetto veramente importante. Ricevo molte persone, molte anche straniere, e la maggioranza mi parla del problema del lavoro e della casa. E' una occasione questa per dare un messaggio culturale forte di altruismo praticato. Anche se la attuale manovra finanziaria penalizza gli enti locali, ne riduce l'autonomia, e questo crei dei problemi oggettivi per i fondi".

"Questi problemi esistono anche nei comuni piccoli - ha detto Osvaldo Arbi - Il lavoro e l'accoglienza sono ormai problemi di tutti i giorni che però ci riconducono all'universalità dei diritti. Valuto importante questo progetto, non solo da un punto di vista pratico, ma dal punto di vista umano".


"Vorrei richiamare l'attenzione sul valore dell'immigrazione - ha detto Renzo Giusti - che è ormai è essenziale per la nostra economia, basta vedere le percentuali di avviamento al lavoro di stranieri per certi settori. La precarietà della casa incide fortemente sul lavoro perché, ovviamente, una azienda ha bisogno di un lavoratore che rimanga. Noi siamo impegnato nel progetto dell'Assessorato provinciale al lavoro "Risorsa Lavoro" e ci uniamo anche in questo perché sia affrontato a fondo anche questo problema della casa".

"Porto il saluto del Vescovo di Pistoia Mons. Simone Scatizzi - ha detto Paola Bellandi - che ritiene veramente importante questo intervento. Il problema casa è serio e sappiamo che le case ci sono ma spesso restano chiuse per chi non è pistoiese. Spero inoltre che il progetto possa occuparsi anche della questione femminile e riconoscere le molte competenze di questa presenza in Italia che non si esplica solo, per quanto importante, nell'assistenza a anziani".

"Sono soddisfatto del metodo di lavoro del progetto, di questo lavorare insieme - ha detto Giuseppe Chiaramonte della Cia - il progetto affronta la praticità ma anche il valore della dignità. Conosco lavoratori stranieri che vivono da tempo nella nostra regione e ormai considerano la Toscana come la loro terra a cui sono veramente molto attaccati".


 
(22-12-2003)

PAOLO GIUNTOLI
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