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Odg UPI su regolamento europeo etichettatura vini

Il direttivo nazionale dell'UPI il 4 marzo '04 ha approvato un odg in cui si giudica negativamente la decisione della Commissione Europea di modificare la regolamentazione finora vigente sull'etichettatura dei vini che elimina la protezione delle menzioni tradizionali.

Il Direttivo nazionale delle Provincie Italiane

Considerato  che la Commissione Europea ha deciso di modificare la regolamentazione sulla etichettatura dei vini che consentirà ai produttori stranieri  di utilizzare  ovunque le menzioni tradizionali dei vini italiani di qualità,

ricordato che l’art. 24 del Regolamento Europeo 753/02, (applicativo del Regolamento base n. 1493/99 che disciplina la “Protezione delle menzioni tradizionali” dei vini prodotti in tutti i paesi aderenti alla UE)  stabilisce la contrarietà a qualsiasi usurpazione, imitazione o evocazione, anche se la menzione protetta è accompagnata da espressioni quali “genere, tipo, metodo, imitazione o altre menzioni analoghe;

sottolineato che lo stesso regolamento stabilisce anche che non possono essere riportate  indicazione abusive, false o ingannevoli relativamente  alla natura o alle qualità essenziali del vino, sia nella   confezione che  sull’imballaggio, o nelle pubblicità o sui documenti relativi ai prodotti e  che non è consentita alcuna  prassi che possa indurre in errore il pubblico e  in particolare che lasci supporre che il vino fruisca della menzione tradizionale protetta,

rilevato che la Commissione Europea, nonostante che  l’Italia e gli altri grandi Paesi produttori abbiano espresso un netto voto contrario alla proposta,  ha deciso di modificare la regolamentazione sopra riportata che elimina la protezione delle menzioni tradizionali che potranno così essere utilizzate anche per vini ottenuti in Paesi extracomunitari;

osservato che tra i vini inseriti nell’elenco dell’allegato III e pertanto con menzione tradizionale protetta  figurano i  maggiori e più noti vini italiani di qualità,

osservato che  queste  modifiche  rischiano  di rompere il legame tra prodotti e territorio, che rappresenta il vero valore aggiunto della vitivinicoltura italiana ed europea, aprendo le porte alla diffusione di imitazioni che si richiamano ai nostri vini di pregio, senza avere nulla a che fare con la realtà produttiva  e che già colpiscono pesantemente le produzioni italiane di vino a denominazione d’origine determinando danni quantificabili in molti  milioni di euro alle nostre esportazioni, che già  nel 2003 hanno segnato una pesante battuta d’arresto con un quantitativo in calo del 17% su base annua;

ricordato che l’Italia è il secondo Paese produttore di vino della UE e che può contare su un patrimonio di 427 vini DOCG, DOC e IGT, che rappresentano il 60% della produzione nazionale, il cui fatturato complessivo è di circa 8,5 miliardi di euro, mentre il valore delle esportazioni, superiore ai 2,5 miliardi di euro, è la principale voce dell’export agro-alimentare italiano;

facendosi interprete delle istanze provenienti da numerose Provincie italiane, in particolare di quelle più direttamente interessate ai territori di produzione vitivinicola, e dall’intero mondo dei produttori, nonchè da tutte le organizzazioni  agricole e dei consumatori,

                  

         

                                                   Impegna l’UPI

1)  ad attivarsi nei confronti delle Regioni affinché le stesse, cosi come ha fatto il Governo, assumano  ogni iniziativa necessaria a far modificare la decisione di modifica del regolamento europeo n. 753/02 per la tutela del patrimonio vitivinicolo delle nostre realtà territoriali,

2) a segnalare al Presidente della Commissione UE la necessità di un intervento immediato a tutela delle aziende e degli addetti del comparto vinicolo delle varie provincie italiane,

3) a chiedere  al Governo Italiano di impugnare la decisione di modifica del Regolamento di fronte alla Corte di Giustizia Europea,

4) ad  attivarsi affinchè siano intraprese tutte le azioni in sede comunitaria per  ottenere la istituzione del  registro internazionale  per la tutela delle denominazioni  d’origine

 

Roma 4 marzo  2004
(10-03-2004)

Claudia  Giovannini
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