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Provincia di Biella: oltre 2 milioni di euro per l'occupazione

Il piano provinciale per fronteggiare la crisi

Oltre 2 milioni e 300mila euro in 3 anni per fronteggiare la pesante crisi economica del Biellese. Questo lo stanziamento previsto dal Piano provinciale per l'utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Europeo, approvato dalla giunta Scaramal. Quei fondi cioè che si riferiscono all'obiettivo competitività regionale e occupazione.

"Un documento fondamentale", come dice il presidente della Provincia Sergio Scaramal, che spiega: "Su di esso si baseranno le azioni e gli interventi che l'amministrazione realizzerà per uscire da questo momento difficile".

I fronti su cui la Provincia ha deciso di intervenire sono: ricollocazione dei lavoratori, aumento dell'occupabilità e inserimento lavorativo, lavoro in rete per i cosiddetti atipici, regolarità e sicurezza nel settore edile, sportello migranti, servizi alle imprese.

"In un momento di grande difficoltà e di grave crisi economico-produttiva che sta penalizzando fortemente il Biellese, e che coinvolge tutto il mondo, i primi due progetti sopra citati, ricollocazione e occupabilità, sono quelli ai quali intendiamo dare priorità, intervenendo con azioni mirate su tre punti di riferimento, come ci dicono gli indirizzi regionali".

Vale a dire: gli occupati che rischiano il posto di lavoro, persone in cerca di occupazione, persone particolarmente svantaggiate.

Oltre un milione e centomila euro (in tre anni) sono previsti per azioni per persone in cerca di lavoro e incentivi alle aziende che assumono, 640 mila euro per occupati a rischio del posto di lavoro, 400 mila euro per persone particolarmente svantaggiate.

Un altro aspetto importante riguarda il tirocinio con la possibilità di borse lavoro per 400-500 euro mensili per 4-6 mesi.

Per aumentare il grado di occupabilità sono previste azioni di orientamento che si leghino a esperienze concrete di inserimento o di formazione. Alle imprese sarà fornita consulenza sia per gli adempimenti di legge sia per incrociare in modo efficace domanda e offerta.

"Un aspetto sul quale dobbiamo concentrarci - aggiunge Scaramal - è la stabilità: i rapporti di lavoro temporaneo non devono essere una "trappola" per i giovani o l'unica occasione di lavoro per chi si trova espulso dal processo produttivo e parallelamente occorre collaborare ancora più strettamente con i servizi territoriali per accompagnare nell'inserimento i più deboli, e cioè chi, oltre al problema occupazionale, vive ulteriori difficoltà di carattere sanitario, economico o sociale".

Il provvedimento si inserisce nel lavoro dell'amministrazione provinciale a sostegno delle famiglie biellesi in difficoltà.
(10-02-2009)

Ufficio stampa Provincia di Biella
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