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La Provincia di Torino esce dal Patto di stabilità

SAITTA: "DISOBBEDISCO A TREMONTI E PAGO LE IMPRESE CHE HANNO LAVORATO".  MELILLI "IL GOVERNO NON CI HA VOLUTO ASCOLTARE"

"E' una scelta politica di cui mi assumo la responsabilità. Disobbedisco consapevolmente a Tremonti perché non voglio che le imprese, piccole e grandi, che hanno lavorato per la Provincia di Torino a costruire scuole o strade falliscano perché non le possiamo pagare. I soldi in cassa ci sono, è denaro pubblico per gli investimenti ed è giusto che la Provincia lo versi a chi ne ha diritto. Per questo ho deliberato di avviare l'uscita dal patto di stabilità".
Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino ha fatto la scelta che meditava da settimane: "la Provincia di Torino ha 28 milioni di euro fermi che non può versare a causa dei vincoli del patto di stabilità: oggi ho deciso di sbloccarli e mi autodenuncio. Entro il 2009 dovremo pagare investimenti pubblici per 95 milioni di euro, 16 li abbiamo liquidati ad inizio anno, ora siamo fermi da mesi e le ditte falliscono. Non posso e non voglio contribuire a mandare in rovina chi ha vinto una gara pubblica ed deve pagare i suoi operai".
Tra i pagamenti bloccati nelle casse della Provincia di Torino che Saitta oggi ha scelto di sbloccare, tra gli altri i lavori per la circonvallazione di Venaria e la variante di Borgaretto, la circonvallazione di Volpiano, la strada del Gran Paradiso nel tratto di Rivarolo e la provinciale delle Valli di Lanzo, la strada di Castagnole Piemonte e quella di Quincinetto, la strada di Avigliana più tutti gli interventi per i ripristini stradali dopo l'alluvione di maggio 2008 e la manutenzione straordinaria nelle scuole, su tutte l'adeguamento antisismico del Porro di Pinerolo: almeno 600 mandati di pagamento tutti di una certa consistenza.
"Sulle conseguenze politiche del mio gesto rispondo personalmente - commenta Saitta - e voglio proprio vedere se il Governo deciderà di penalizzare la Provincia di Torino impedendole nel 2010 di fare investimenti. Il Governo ha l'occasione di dimostrare se vuole sostenere davvero l'economia: non colpisca tutte le Province e i Comuni d'Italia che escono dal patto di stabilità per pagare gli investimenti effettuati. Basta casi come Catania, Berlusconi aiuti gli enti virtuosi, non quelli che sprecano!"
A convincere Saitta anche la recente sentenza del Tribunale di Torino che ha condannato la Provincia di Torino a pagare ad una impresa per la prima volta gli interessi passivi e le spese legali: "ci siamo difesi in Tribunale - spiega Saitta - motivando il blocco dei pagamenti a causa del patto di stabilità, ma i giudici hanno correttamente applicato la legge ed entro 30 giorni siamo costretti a pagare. Oggi avvio l'uscita dal Patto per evitare all'Ente che presiedo di doversi fare carico degli interessi passivi di tutti i creditori. Sarebbe un disastro!"

 "Il Governo non ha voluto ascoltare l'allarme che più e più volte gli abbiamo ripetuto, anche insieme al Parlamento: la difficile scelta della Provincia di Torino non è che la prima immediata conseguenza della sordità che ha accompagnato su questo fronte ogni proposta e richiesta che Province e Comuni insieme hanno rivolto al Governo".
commenta il Presidente dell'Upi, Fabio Melilli.
"Nessuno si mostri sorpreso se le Province sono costrette a prendere questa drammatica decisione - sottolinea Melilli - da tempo sollecitiamo il Governo a trovare una soluzione tecnica, perché non è ammissibile che in una crisi così drammatica restino nelle casse delle Province, senza possibilità di essere spesi, quasi 5 miliardi di euro.
Non escludo che dopo questo primo passo compiuto dal Presidente Saitta, altre amministrazioni decidano di seguirne la stessa strada. Siamo ancora in tempo per trovare una soluzione condivisa: il Governo ci convochi subito."

 
(19-05-2009)

Ufficio stampa Provincia di Torino
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