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La posizione dell'UPI Emilia-Romagna sulla manovra.

Il Presidente di UPI Emilia-Romagna si pronuncia di fronte alla manovra estiva del Governo: “I Tagli ai bilanci delle nostre Province sono inaccettabili, così non si può andare avanti” .

Vincenzo Bernazzoli, Presidente di UPI Emilia-Romagna e della Provincia di Parma è desolato di fronte alla scure pesantissima che taglia le gambe agli enti locali e sostiene che “la manovra estiva prevista dal Governo (D.L. 78/2010) per gli anni 2011 – 2012 provoca un ulteriore taglio ai bilanci delle 9 Province dell’Emilia-Romagna di oltre 21.800.000 euro per il 2011 e di più di 36.400.000 euro per il 2012 sul totale dei bilanci certificati di oltre 1.335.000.000 di euro. E tutto ciò in un momento in cui le entrate proprie delle Province, che sono notoriamente legate al mercato dell’automobile, dell’RC auto e dei consumi di energia elettrica, sono calate del 4% rispetto all’anno precedente, mentre i trasferimenti dallo stato alle Province si sono ridotti del 15%”. “E’ una manovra inaccettabile” - prosegue Bernazzoli - “come hanno giustamente dichiarato il Presidente Vasco Errani e i Sindaci dell’Emilia-Romagna, si tratta di una manovra che porta gli enti locali sull’orlo della paralisi e che mette ulteriormente a rischio la grande rete della viabilità provinciale, già fortemente provata dal maltempo e dalle frane.” “La crisi colpisce anche i 180 plessi scolastici superiori che accolgono oltre 160.000 studenti, e gli altri importanti servizi (formazione professionale e lavoro – centri per l’impiego) erogati dalle Province alle famiglie e alle imprese”, rincara il Presidente di UPI e prosegue evidenziando come le Province, per far fronte alla crisi economica e occupazionale abbiano fatto la propria parte “stanziando oltre € 14.000.000 di euro per aiuti alle imprese, e più di 2.700.000 euro di aiuti alle famiglie. Hanno contribuito a salvare 6500 posti di lavoro e ad assistere, con gli ammortizzatori sociali, oltre 29.000 lavoratori in crisi”. “La manovra – prosegue il Presidente - aggrava ulteriormente i vincoli del patto di stabilità, ponendo un forte limite agli investimenti delle Province virtuose, e dimentica che Province, Comuni e Regioni rappresentano il 70% degli investimenti pubblici del Paese. “Se si toglie alle Province la possibilità di fare investimenti in opere pubbliche - prosegue amareggiato Bernazzoli - si contribuisce a deprimere il sistema delle piccole e medie imprese di costruzioni che vive prevalentemente, data la crisi del mercato immobiliare, di piccole e medie opere pubbliche”. “Confidiamo – conclude il Presidente - che in sede di conversione in legge del decreto si ponga rimedio e si tenga presente che, senza gli enti locali il Paese non cammina”.
(08-06-2010)

Ufficio stampa Upi Emilia Romagna

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