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Manovra: i tagli alle Province

Upi " Una manovra pesante ma bisogna riequilibrare i tagli agli enti locali"

La manovra finanziaria per le Province è pesante, per l'ammontare dei tagli dei trasferimenti erariali alle Province, ma è indispensabile riequilibrare i tagli agli enti locali. E' quanto si legge nel documento che l'Upi ha consegnato ieri alla Commissione Bilancio del Senato, nell'audizione sulla manovra finanziaria.
Nel dettaglio, il DL 78/2010 stabilisce per le Province un taglio dei trasferimenti pari a 300 milioni di euro nel 2011; 500 milioni di euro per il 2012, che, aggiunti ai tagli previsti per Regioni e Comuni, determina una cifra complessiva per il comparto di 15,3 miliardi: ben oltre la metà del totale.
"Una manovra - ha detto il Presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione - che non è equilibrata nel peso tra tagli allo Stato e tagli agli enti locali, e neppure nella ripartizione del peso del patto di stabilità sui singoli enti: attualmente solo 69 province su 100 contribuiscono alla manovra di comparto, essendo stata fotografata al 2007 la loro situazione di disavanzo, mentre le altre 31 non contribuiscono poiché in avanzo. Le regole del patto di stabilità, ancora una volta, ignorano il processo di miglioramento che nel tempo gli enti hanno realizzato sino a raggiungere saldi di bilancio di segno positivo".
Il taglio dei trasferimenti infatti colpisce solo quelle Province che ancora godono dei trasferimenti erariali (sono 22 quelle che hanno azzerato la contribuzione da parte dello Stato) e che quindi, per definizione, non hanno un livello di entrate proprie che consenta loro di affrancarsi da un sistema di finanza derivata. Gli enti interessati si troveranno a dover gestire risorse ridotte di circa il 40% nel 2011 e di oltre il 67% a partire dal 2012.
"La manovra - ha aggiunto Castiglione -ha un duplice impatto sulle Province: accanto al taglio dei trasferimenti, gli enti si troveranno anche a gestire la carenza dei trasferimenti che vengono tagliati alle Regioni. I 4 miliardi per il 2011 e i 4,5 del 2012 che verranno tagliati alle Regioni, rappresentano in parte, infatti, risorse che vengono trasferite agli enti locali per funzioni attribuite e o delegate e che dunque trovano quale destinazione finale i bilanci delle Province stesse. Vuol dire sommare ai tagli diretti alle Province, altri tagli indiretti.
Se invece il miglioramento dell'indebitamento richiesto alle Province con la manovra si realizzasse all'interno di un nuovo patto di stabilità interno, che ridefinisca gli obiettivi per il triennio 2011-2013, si potrebbero trovare modalità più adeguate e sicuramente più coerenti e tollerabili, per liberare risorse a favore di investimenti in strade, scuole, contrasto al dissesto idrogeologico, individuando anche sistemi di sanzioni e premialità, legati ad indicatori come la riduzione del debito o il contenimento delle spese di personale".


Della manovra finanziaria e del suo impatto sul federalismo fiscale si parlerà il 18 giugno prossimo a Treviso, nel convegno "Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità", in programma presso l'Auditorium della Provincia, a Sant'Artemio. Tra gli altri, interverranno il Vice Presidente di Confindustria per il federalismo e le autonomie, Antonio Costato, e chiuderà i lavori il Ministro per la Semplificazione Sen. Roberto Calderoli.

 In allegato, il documento consgenato in audizione e la scheda con i tagli per provincia
(11-06-2010)

Barbara Perluigi

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