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Le Province in piazza contro la manovra.

Le iniziative della Province di Pesaro-Urbino e di Ancona contro la manovra economica.

«Così perde l’Italia» lo slogan mostrato nelle «divise» Tagli, Provincia e Comuni in piazza con maglie azzurre listate a lutto

PESARO – Hanno manifestato contro la manovra indossando maglie azzurre listate a lutto. «Perché con i tagli agli enti locali, previsti nel decreto del Governo, ci saranno meno asili, meno sicurezza, più buche nelle strade, più biblioteche e teatri chiusi, più anziani soli. E così perde l’Italia». Le giunte delle amministrazioni del territorio sono scese in piazza, o meglio in «campo», con il numero «140» stampato sul retro della «divisa» azzurra. Sono i milioni di euro che, per effetto dei tagli, verranno a mancare alla Provincia e ai Comuni da qui al 2012. A capitanare la «Nazionale» degli amministratori Matteo Ricci, che ha lanciato l’iniziativa bipartisan, concertata in conferenza delle autonomie. «Abbiamo voluto creare una scenografia “calcistica” – ha spiegato il presidente della Provincia -, sfruttando il rimando ai Mondiali, per veicolare in modo ancora più immediato un concetto: se sarà approvato il decreto senza modifiche, i tagli non saranno diretti agli enti locali ma ricadranno direttamente sulle persone…». Poi ha aggiunto: «Bisogna cambiare linguaggio: i tagli non sono agli enti locali, ma alle persone e alle famiglie. Gli sprechi vanno combattuti, ma parliamo di qualche migliaia di euro. La manovra incide, invece, sui nostri servizi essenziali. E le conseguenze sono per le fasce medio-basse. Se chiuderanno gli asili, il problema non si porrà solo per chi potrà permettersi strutture private o babysitter…». Non solo: «Si rischia di svuotare la democrazia. La manifestazione di oggi non è la fine, ma solo l’inizio. Entro luglio la manovra, che allo stato attuale è il contrario del federalismo fiscale, dovrà essere approvata. E vogliamo fare di tutto per modificarla…». Sugli amministratori del Pdl assenti: «I tagli non hanno colore: saremmo scesi in piazza anche con un Governo di centrosinistra. Spiace che il Pdl provinciale si sia spaccato sul tema. Ci sono 6 amministrazioni (Apecchio, Auditore, Barchi, Borgo Pace, Cartoceto e Sassofeltrio) che hanno sottoscritto la nostra piattaforma di programma, concertata insieme in conferenza delle autonomie. Formigoni e Alemanno, in primis, hanno manifestato: vuol dire che ai Comuni assenti oggi la manovra sta bene così: è un loro problema…». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli. «E’ una manifestazione istituzionale, non contro il Governo. Il peso della manovra è eccessivo e sono a rischio servizi essenziali per la popolazione. Vogliamo difendere il nostro modello, basato sulla qualità: se il Governo vuole, può ascoltare la nostra voce. Siamo istituzioni al pari dello Stato…». Sul palco anche il sindaco di Borgo Pace Romina Pierantoni, a capo di una lista civica in Comune: «Anche le piccole amministrazioni subiranno gravi conseguenze dal decreto. Perché riusciamo a garantire i servizi solo grazie all’aiuto di Regione e Provincia, ma ci pioveranno addosso i tagli indiretti dei trasferimenti. Rischiamo di morire e rivendichiamo dignità…». In piazza, tra gli altri, consiglieri provinciali e comunali, associazioni di categoria, sindacati e cittadini. Poi il corteo si è trasferito nel Palazzo del governo, per la consegna al prefetto Alessio Giuffrida del documento unitario sottoscritto dalla Provincia e da 49 Comuni del territorio. Con incluse le richieste al Governo: «Modifica profonda del contenuto del decreto legge; riduzione significativa della manovra, posta a carico di Regioni, Province e Comuni; revisione delle regole del Patto di stabilità, per favorire il mantenimento dei servizi pubblici e il sostegno della spesa per gli investimenti…».

La presidente Casagrande partecipa alla manifestazione di Roma contro la modalità dei tagli previsti dalla manovra finanziaria.

La presidente dell’Upi Marche Patrizia Casagrande ha partecipato oggi alla manifestazione organizzata dall’Upi e dall’Anci a Roma contro la pesante ricaduta dei tagli della manovra finanziaria sulle Province e sui Comuni. “Non siamo qui per protestare contro l’entità della manovra né contro il governo – afferma la presidente Casagrande, - ma sulla modalità dei tagli. Di fatto 16 dei 24 mld di euro della manovra riguardano proprio i tagli alle spese e di questi ben più del 90% (14.8 mld) ricade sugli enti locali, come se solo questi fossero i responsabili di tutti gli sprechi. Al contrario, le Province sono tra quegli enti virtuosi disposti a fare sacrifici e ad ottimizzare le spese per contrastare gli effetti negativi della crisi sui territori. Tagli così elevati sono inaccettabili se rivolti in un’unica direzione perché – prosegue, - mettono a repentaglio l’attività di enti che garantiscono la sicurezza stradale e degli edifici scolastici, che evitano gravi rischi di disgregazione sociale e di dissesti idrogeologici in un momento di evidenti mutamenti climatici”. Dopo appena qualche minuto dall’inizio della manifestazione, giunge la notizia di un incontro con il Ministro Giulio Tremonti. E, mentre la protesta in piazza Navona prosegue con una folla di presidenti di Provincia e di sindaci provenienti da tutta Italia, i responsabili Upi e Anci nazionali incontrano il Ministro. “Un incontro – riferisce la presidente Casagrande, - che sembra portare un risultato modesto. La manovra rimane invariata, mentre le Province hanno l’unica facoltà di gestire i pesanti tagli (che rimangono intatti) come preferiscono nell’arco di tre anni”.
(24-06-2010)

Redazione
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