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Giornate Nazionali per la Cultura e lo Spettacolo

foto L’UPI aderisce all'evento promosso da Federculture, Agis, Fai e dalle associazioni delle autonomie

L'UPI Unione delle Provincie Italiane aderisce alle tre Giornate Nazionali per la Cultura e lo Spettacolo, promosse da Federculture, Agis, Anci, Upi, Conferenza delle Regioni e FAI, in programma il 26, 27 e 28 marzo 2011.
La piena adesione all’evento era stata sancita dall’Assemblea Nazionale degli Assessori Provinciali alla cultura, riunita a Bari il 9 marzo scorso, con un ordine del giorno nel quale gli amministratori avevano sottolineato lo stato di crisi in cui versa il settore in Italia, dovuto ad anni di tagli imposti  dai diversi governi che si sono susseguiti.
Nel corso delle tre giornate sarà messa in atto la campagna nazionale di comunicazione “Divieto di cultura”.
A rappresentare l’UPI alla conferenza stampa di presentazione della mobilitazione svoltasi questa mattina a Roma al Palazzo delle Esposizioni la vice presidente della Provincia di Roma e assessore alle politiche culturali Cecilia D’Elia.
“Divieto di cultura” è una grande mobilitazione per far capire a tutti che la cultura significa qualità della vita, valori condivisi, produttività, futuro. - dichiara D’Elia - La forza di questa iniziativa è il quadro di alleanze trasversali che la promuove. Enti locali di diverso orientamento politico hanno trovato accordo sulle richieste rivolte al governo e al Parlamento dai promotori dell’iniziativa. I tagli alla cultura arrecano un danno incalcolabile alla più grande industria italiana e aggravano uno storico paradosso del nostro paese: abbiamo il 52% del patrimonio mondiale e con questi tagli scendiamo con gli investimenti in cultura allo 0,18 del PIL. In più la manovra finanziaria (L122 del 2010), di fatto impedisce agli enti locali di realizzare politiche culturali. Ad essere in pericolo è l’intera rete di musei, biblioteche e istituzioni culturali che assicurano nei territori l’accesso al patrimonio culturale. Le norme più nefaste sono la riduzione del’80% delle spese a disposizione dagli enti locali per mostre ed eventi culturali, il divieto di investimento di capitale privato nelle aziende culturali e il taglio del 50% della formazione. Siamo stanchi delle promesse di reintegro del FUS. C'è bisogno di risposte concrete e di una politica all'altezza del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese”.
Nel corso delle tre giornate del 26, 27 e 28 marzo 2011 sarà messa in atto la campagna nazionale di comunicazione “Divieto di cultura”. Nei cinema, teatri, musei, biblioteche e luoghi della cultura saranno diffusi manifesti e locandine della campagna nazionale di “Divieto di cultura”, in numerose città d’Italia si svolgeranno iniziative che avranno l’obiettivo di raggiungere cittadini e organi d’informazione. Nell’ambito di questa campagna si inserisce la mobilitazione del mondo teatrale che il 27 marzo in segno di protesta non celebrerà la Giornata Mondiale del Teatro, durante la quale, invece, si svolgeranno iniziative di protesta e di sensibilizzazione sui palcoscenici italiani. A conclusione della mobilitazione, il 28 marzo 2011 si terrà al Teatro Regio di Torino un incontro pubblico di denuncia e di proposta, promosso dai soggetti istituzionali animatori delle Giornate Nazionali per la Cultura e lo Spettacolo.
Otto le richieste fondamentali rivolte al governo e al Parlamento dai promotori dell’iniziativa:
1.    affermare la centralità della cultura nelle politiche economiche e sociali nazionali come strumento reale e documentato di crescita civile ed economica
2.    assicurare livelli certi e adeguati di finanziamento del settore che ne permettano l’esistenza e lo sviluppo, iniziando dal reintegro del Fondo Unico dello Spettacolo
3.    introdurre forme di incentivazioni fiscali per le donazioni a favore della cultura
4.    garantire il tax-credit e il tax-shelter al cinema, attraverso risorse pubbliche o coinvolgendo tutte le realtà che utilizzano il prodotto film e non gravando sugli spettatori e/o sulle sole imprese dell’esercizio cinematografico
5.    sostenere l’occupazione e lo sviluppo delle professionalità del settore, anche attraverso opportuni interventi formativi
6.    investire su una efficace valorizzazione e tutela del nostro patrimonio culturale ed ambientale, coinvolgendo anche gli enti locali
7.    promuovere i processi di modernizzazione nella gestione e nella produzione, anche sostenendo la creatività giovanile
8.    attuare politiche culturali di livello europeo


In allegato, il dossier sui tagli prodotto da Federculture, il piano degli eventi

(22-03-2011)

Ufficio stampa Provincia di Roma

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