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Province : l’Italia unita ad Auschwitz per non dimenticare

foto Seconda tappa del Viaggio della Memoria delle Province di Roma, Poteza e Pesaro-Urbino

Studenti, sopravvissuti, istituzioni. L’Italia si unisce e celebra i suoi 150 anni nel ricordo della Shoah, per la seconda tappa del viaggio della Memoria della Provincia di Roma. Un lungo striscione tricolore con la scritta ‘L’Italia unita ad Auschwitz. Per non dimenticare’ è stato esposto all’interno del campo di sterminio nazista in Polonia, dove furono uccise, dal 1940, un milione e mezzo di persone, provenienti da vari Paesi d’ Europa, tra ebrei, omosessuali e zingari: un’iniziativa per far rivivere nel presente due momenti storici grazie ai 350 ragazzi delle scuole di Roma, Pesaro e Potenza, in rappresentanza di tutti i giovani del Paese. Con i Presidenti della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, di Provincia di Pesaro, Matteo Ricci e di Potenza, Piero Lacorazza.

Lo striscione sarà inviato al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, come segno di riconoscimento per il lavoro fatto in occasione del 150esimo dell’Unità, accompagnato da una lettera dei tre presidenti di provincia. “E’ una giornata importante – ha commentato Nicola Zingaretti – ogni viaggio della memoria è un evento e quest’ anno si colora di un atto politico. Nelle celebrazioni per i 150 anni non poteva mancare un momento di riflessione su una pagina oscena dell’Europa come questa”. Zingaretti ha sottolineato che “si può offendere la memoria con il silenzio, con le teorie negazioniste ma anche con l’indifferenza e l’incoerenza dei valori. Dietro ogni gesto di intolleranza – ha aggiunto – si nasconde il rischio che avvenga quanto accaduto con i nazisti. In questo senso questi viaggi sono diretti ai giovani e il ricordo va unito alla capacità di rendere l’Italia più’ aperta e inclusiva.

Per Matteo Ricci la visita al campo di sterminio è “un’ esperienza sconvolgente. Sono rimasto colpito dalla partecipazione emotiva dei ragazzi, a dimostrazione che spesso si parla dei giovani a vanvera. Il messaggio di una generazione che vuole un paese unito e che non dimentica è di grande speranza”.
Per Piero Lacorazza “Le scuole della nostra provincia faranno rivivere questa esperienza, che rifaremo. Quello che mi ha colpito è il racconto dei sopravvissuti, si esce da qui cambiati. Dobbiamo raccontare quello che abbiamo visto anche gli altri, in questo modo renderemo onore alla memoria”.

(12-04-2011)

Redazione
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