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La tre giorni delle Province italiane a Bruxelles

foto La Province italiane riflettono sul proprio ruolo in Europa, ponendosi come interlocutrici dirette delle Istituzioni europee, capaci di contribuire come livello di governo territoriale di area vasta alla definizione e implementazione delle politiche europee che toccano il sistema di competenze degli enti locali e che piu’ di tutte impattano sulla crescita e lo sviluppo dei territori.

Con questo messaggio si é chiusa la tre giorni dell’Unione Province italiane a Bruxelles che oltre ad essere stato un intenso momento di dialogo e confronto tra i rappresentanti delle numerosissime Province rappresentative di tutto il territorio nazionale con alti rappresentanti tecnici e politici delle istituzioni europee, espressione dell’eccellenza italiana all’estero, é stata anche l’occasione di avanzare proposte concrete in settori strategici oggi per l’Italia in Europa, come la politica regionale dell’UE e la politica energetica. Sembra nata, prendendo in prestito l’espressione utilizzata dal Vice Presidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella e ripresa dalla Presidente del Comitato delle Regioni, Mercedes Bresso, nel corso del dibattito politico che si é tenuto al Parlamento europeo ieri 23 giugno, un’alleanza del go local tra il sistema delle Province italiane e quello delle istituzioni UE, sistema che in questo delicato momento storico e politico per l’Ue e per l’Italia inverte la rotta e si propone a livello europeo come alleato e partner delle istituzioni UE e livello di governo capace dei ridare credibilità e territorialità alle strategie di rilancio di crescita e sviluppo dell’UE , dando concretezza e forza al p di sussidiarietà. Ruolo delle Province nella governance della poltiica di coesione, questo il primo messaggio che parte da Bruxelles – partendo dai dati allarmanti sul livello di spesa dei fondi strutturali in Italia, bisogna guardare alle cause reali di tale condizione e rivedere cosi’il sistema di governo della attuale e futura poltiica regionale, anche alla luce dei nuovi orientamenti ai risultati e al principio della condizionalità proposti dalla Commissione europea che naturalmente sembrano rilanciare il ruolo degli enti intermedi come livello istituzionale capace di intervenire nella fase di programmazione ed esecuzione degli inteventi che ad oggi mostra la debolezza in particolare di alcune regioni italiane. “Abbiamo bisogno di una politica di coesione che sia davvero e concretamente rispondente alle diverse esigenze e peculierità dei territori, per questo e per la loro capacità di leggere questi ultmi e farsene interpreti e per la loro capacità di programmazione, le Province sono pronte a mettere a disposizione il proprio ruolo di governo locale, per inverire la rotta e evitare che si affacci ancora in futuro la scure del disimpegno automatico delle risorse, cosi’ il presidente dell’UPi, Gisueppe Castiglione ha presentato la posizione dell’UPI – vogliamo risorse immediatamente impegnabili su progetti concreti, senza li bavaglio imposto in questo senso dal patto di stabilità” Forte dell’esperienza maturata sul Patto dei sindaci – Covenant of Mayors- quale modello di governance europea rivoluzionaria, portando Comuni e Province a lavorare in filo diretto con la Commissione europea sul tema dell’efficientamento energetico dei territori, l’UPI ha presentato a Bruxelles i dati relativi all’implementazione del Patto nelle 43 Province e Comuni italiani che vi afferiscono e che mettono gli stessi ai primi posti per la concretezza dei risultati ottenuti fino ad oggi rispetto agli obiettivi energetici di Europa 2020, proprio li dove si registra l’intervento delle Province a supporto dei propri comuni. Da qui giunge da Bruxelles la proposta di una iniziativa pilota italiana che l’UPI e le Province del Patto dei sindaci sono pronte a portare avanti nei prossimi mesi insieme ai comuni, in linea con quanto avanzato proprio in questi giorni dal Comitato delle regioni, allargando il modello di governance del Patto ad altri settori, quali l’acqua, i rifiuti, l’ambiente.
(28-06-2011)

Redazione

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