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PROVINCE: IL PRESIDENTE CASTIGLIONE SCRIVE AL QUOTIDIANO IL GIORNALE

foto "Dal suo quotidiano attacchi continui ingiustificati Ecco perchè"
 

Pubblichiamo il testo della lettera aperta inviata al Direttore de"Il Giornale" dal Presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, per controbattere agli attacchi del quotidiano contro le Province. L'articolo è stato pubblicato sul quotidiano di domenica 24 luglio.

Caro Direttore,
il Suo autorevole quotidiano si è più volte occupato delle Province, con articoli nei quali si sono susseguiti ripetuti attacchi alle nostre Istituzioni. Articoli, ovviamente, legittimi, ma che ritengo assolutamente ingiustificati. Vorrei provare a chiarire le nostre ragioni, chiarendo subito che non c’è nessuna volontà di tirarsi indietro rispetto ad un dibattito serio e concreto sulle riforme necessarie per il Paese, a partire dalle Province.
Ma se un dibattito deve esserci, chiedo almeno che il confronto si fondi su dati reali: le Province rappresentano appena l’1,5% di tutta la spesa pubblica del Paese, che ammonta a 807 miliardi di euro. Le Province non costano 12 miliardi di euro, come si continua, erroneamente, a dire: a costare 12 miliardi sono gli investimenti necessari per la manutenzione di 130mila chilometri di strade, per la messa in sicurezza di oltre 5.000 edifici scolastici che accolgono più di 2  milioni e mezzo di allievi,  per la difesa del suolo, per i corsi di formazione professionale, per gli oltre 600 Centri per l’impiego, per gli interventi per il wi fi pubblico e per la diffusione delle fonti energetiche alternative.
A costare 12 miliardi di euro sono servizi e politiche essenziali per lo sviluppo locale che sono destinate ai cittadini e ai territori, e che immagino nessuno voglia considerare semplicemente e semplicisticamente ‘costi della politica’.
Se poi vogliamo parlare di stipendi degli amministratori provinciali, anche qui dobbiamo usare cifre veritiere: 4.000 amministratori provinciali costano 113 milioni di euro mentre 900 parlamentari ne costano più del triplo, ovvero 416 milioni di euro.  
Per non parlare delle 24 mila persone impegnate nei Consigli di Amministrazione degli Enti, delle Società, dei Consorzi pubblici che costano oltre 2 miliardi e mezzo di euro.
Allora, dati alla mano, davvero riteniamo che il nodo centrale del dibattito politico del Paese oggi siano le Province, come se dalla loro abolizione ne dipenda la tenuta stessa del Bilancio dello Stato?
Noi crediamo che il tema vada affrontato senza demagogia, con proposte concrete capaci non solo di dare ‘segnali’ (che a poco servono) ma risposte vere ai cittadini.
Da questa volontà, dalla responsabilità che sentiamo di avere in quanto parte della classe politica eletta democraticamente dal popolo, è nata una proposta di legge voluta dall’UPI che mira a tagliare la vera spesa pubblica improduttiva e a iniziare quell’opera di riforma delle istituzioni che da anni noi per primi chiediamo.
Partendo da noi, con la riduzione del numero delle Province - che il Parlamento, le Regioni e le lobby economiche, non certo l’Upi, hanno voluto aumentare negli anni – attraverso la razionalizzazione di quelle che  oggi non sono adeguate per territorio o numero di abitanti e con l’istituzione delle città metropolitane.
Proseguendo con il taglio di tutte quelle società - regionali, provinciali, comunali - che oggi costano oltre 7 miliardi di euro e le cui competenze devono tornare nella gestione delle amministrazioni. Abbiamo sollevato anche il tema dei micro-Comuni, oltre 6.000 sotto i 5.000 abitanti, che sono presidio di democrazia ma sui quali si può intervenire con fusioni o accorpamenti, anche per consentire una più efficiente gestione delle risorse a disposizione. Ieri il Presidente della Regione Lombardia, Formigoni, ha lanciato una proposta che prevede la riduzione delle Regioni da 20 a 12, l’accorpamento delle Province, e il dimezzamento dei Comuni. A noi sembra la prima proposta seria, che ben si lega con la nostra, rispetto alla quale siamo disponibili ad aprire un confronto vero perché collegato al valore imprescindibile della democrazia. Abbiamo l’urgenza  di varare riforme per immaginare un nuovo assetto istituzionale del Paese ed avere una PA efficiente che risponda agli interessi del territorio e dei cittadini. Altrimenti non facciamo altro che sollevare inutili polveroni che rischiano di travolgere tutti, indistintamente. E a perderci saranno prima di tutto gli italiani.


Giuseppe Castiglione
Presidente UPI
Presidente Provincia di Catania  


(25-07-2011)

Redazione

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