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Manovra economica: Ordine del giorno sulla soppressione delle Province

L'Ordine del giorno approvato dall'Ufficio di Presidenza dell'UPI e i Presidenti delle Unioni Regionali delle Province riuniti a Roma il 1° settembre 2011

 

ORDINE DEL GIORNO 

SULLA SOPPRESSIONE DELLE PROVINCE

 Roma, 1° settembre 2011

 

L’UFFICIO DI PRESIDENZA DELL’UPI

E I PRESIDENTI DELLE UNIONI REGIONALI DELLE PROVINCE

 

riuniti a Roma il 1° settembre 2011

 

Premesso

 

che il 13 Agosto 2011 il Governo ha approvato il decreto legge n. 138/11, la c.d. manovra bis, che contiene al titolo IV diverse norme sulla riduzione dei costi degli apparati istituzionali nazionali, regionali e locali, che cercano di affrontare il tema del ridimensionamento degli apparati burocratici e politici della Repubblica italiana;

 

che, in particolare per le Province, all’art. 15, si prevede la soppressione di quelle con un numero di abitanti inferiore a 300.000 o la cui superficie sia inferiore a 3.000 chilometri quadrati e il dimezzamento di consiglieri e assessori: tale norma determinerebbe la soppressione di 29 Province.

 

Considerato

 

che il 25 Agosto u.s., in audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato, Regioni Anci ed UPI hanno chiesto lo stralcio delle norme (artt. 14-15-16) sulla riduzione degli apparati costituzionali dalla manovra finanziaria che dovrebbero  essere inserite in un disegno organico di riforma costituzionale;

 

che la richiesta dell’Upi di stralcio dell’articolo 15 del decreto legge è rafforzata anche dal parere Commissione affari costituzionali, che ha sottolineato la necessità di riformulare  l’articolo 15, perché la disposizione presenta evidenti elementi di incompatibilità costituzionale, con riferimento all'articolo 133, comma primo, della Costituzione;

 

che la stessa relazione tecnica del Servizio del bilancio del Senato della Repubblica sottolinea come gli effetti finanziari positivi prevedibili potrebbero in parte essere compensati dal manifestarsi di possibili profili onerosi, in particolare, nella fase di transizione (trasferimento personale alle Regioni, assegnazione delle funzioni agli altri enti).

 

Preso atto

che il 29 di Agosto si è svolta una riunione di maggioranza presieduta dal Presidente Silvio Berlusconi in cui il Governo ha deciso di procedere ad interventi di natura costituzionale finalizzati al “dimezzamento” del numero dei parlamentari e “alla soppressione delle province quali enti statali e conferimento alle regioni delle relative competenze ordinamentali”.

 

Visto

 

lo svolgimento del dibattito parlamentare in Aula presso la Camera dei Deputati, che lo scorso 5 luglio ha respinto la proposta di legge costituzionale di soppressione delle Province proposta dall’Italia dei Valori e nel quale si evidenziano in particolare:

 

  • ·        le dichiarazioni di voto espresse dai partiti politici sulla citata proposta di legge, in particolare il parere contrario dei gruppi parlamentari di maggioranza del Pdl, della Lega, e l’astensione del PD;

 

  • il parere contrario della Commissione affari Costituzionali della Camera dei Deputati sul provvedimento di soppressione delle Province, in quanto “la maggior parte dei gruppi erano contrari alla pura e semplice soppressione delle province ma erano d'altra parte disponibili a riflettere su una revisione della disciplina costituzionale delle province che vada nel senso di una loro riorganizzazione”;

 

  • il parere contrario alla soppressione delle province del rappresentante del Governo, Ministro Roberto Calderoli.

 

Considerato inoltre

 

che la commissione affari costituzionali della Camera dei Deputati ha avviato l’esame dei disegni di legge di modifica dell’art 133 della Costituzione, presentati dai principali partiti di maggioranza e opposizione, che non prevedono la soppressione di tutte Province ma  l’avvio di un processo di accorpamento e razionalizzazione delle circoscrizioni provinciali da parte delle Regioni, nonché di riordino dell’apparato periferico dello Stato.

 

ESPRIMONO

 

  • ·        Profondo sconcerto per il repentino e ingiustificato mutamento di posizioni dei partiti di maggioranza sul tema dell’abolizione delle Province emerso a seguito dell’incontro di maggioranza del 29 agosto scorso.

 

  • ·        Indignazione,  perché, se confermata, la scelta di soppressione delle Province vanifica tutto il lavoro di cooperazione e collaborazione portato avanti in questi ultimi due anni grazie al concorso delle Province per la scrittura e l’approvazione della Legge sul federalismo fiscale e dei relativi decreti attuativi. Leggi, approvate con il consenso di maggioranza e opposizione, nel quale il ruolo primario delle Province nel sistema istituzionale del Paese emerge con forza.

 

CHIEDONO

 

  • ·        Che il Governo non approvi un Disegno di Legge costituzionale di soppressione delle Province, ma che si impegni ad approvare una riforma organica dell’assetto istituzionale del Paese, che interessi tutti i livelli di governo, a partire dal Parlamento, che non si limiti a modificare numeri e dimensioni delle diverse istituzioni democratiche ma ne ridefinisca con coerenza le funzioni, le competenze ed i ruoli.

 

  • ·        Che il Parlamento acceleri l’esame dei Disegni di legge costituzionale di modifica dell’art. 133 della Costituzione per assegnare alle Regioni il compito di ridisegnare le circoscrizioni provinciali attraverso i necessari accorpamenti e attraverso l’istituzione delle Città metropolitane.

 

SOLLECITANO INCONTRI ISTITUZIONALI URGENTI

 

  • ·        con il Presidente del Consiglio ed i componenti del Governo;
  • ·        con i Presidenti di Camera e Senato;
  • ·        con i capigruppo parlamentari;
  • ·        con i segretari dei partiti politici.

 

ACCOLGONO

 

  • ·        l’invito del Presidente della Conferenza delle Regioni a individuare un percorso comune tra Regioni ed Enti locali, per definire una proposta di autoriforma delle istituzioni territoriali in cui le Province faranno la loro parte, per affrontare il tema dei costi della politica a Costituzione invariata con una proposta forte, unitaria, che tenga insieme tutti i sistemi locali e soprattutto in grado di offrire al Paese quella modernizzazione delle istituzioni che tutti invocano ma che continua ad essere soffocata dalle polemiche e dalla demagogia.

  

ANNUNCIANO

 

  • ·        La presentazione di una proposta complessiva di riforma degli assetti istituzionali che ci impegniamo condividere con la Conferenza delle Regioni e con l’Anci  e a sostenere con iniziative unitarie a livello nazionale e territoriale.

 

  • ·        La convocazione straordinaria di un’Assemblea Nazionale a Roma per la fine del mese di settembre, per ribadire la dignità istituzionale della Provincia, il suo ruolo, le funzioni e la capacità di rappresentare le istanze dei territori in quanto ente eletto democraticamente direttamente dai cittadini.

 

  • ·        Iniziative di mobilitazioni a livello locale organizzate dalle Unioni Regionali attraverso manifestazioni, consigli provinciali aperti, incontri con i cittadini, con le forze politiche ed economiche locali, con le associazioni della società civile,  con i rappresentanti locali dei partiti politici e gli eletti nelle diverse istituzioni nazionali, regionali e locali,  per rappresentare e condividere le proposte delle Province e del sistema delle autonomie territoriali.

 

 


(01-09-2011)
Redazione
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