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Riforma delle Province: l’Upi chiede inserimento proposta in decreto semplificazione

foto  Castiglione e Saitta : “Con la nostra riforma vera semplificazione e risparmi reali”

E’ stata consegnata oggi alle Commissioni Affari Costituzionali e Attività produttive della Camera, che stanno esaminando il Decreto semplificazioni, la proposta dell’Upi di “Delega al Governo per l’istituzione delle città metropolitane, la razionalizzazione delle province, il riordino dell’amministrazione periferica dello Stato e degli enti strumentali”.

“Abbiamo chiesto ai Deputati di inserire la nostra proposta nel decreto legge sulle semplificazioni – dicono il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione e il Vice Presidente Upi Antonio Saitta – perché riteniamo che possa essere la sede idonea per dare il via ad una vera riforma delle istituzioni che semplifica il sistema di governo locale e produce risparmi immediati che abbiamo quantificato in almeno 5 miliardi”.

Nella relazione che accompagna il testo, consegnata alle Commissioni, l’Upi sottolinea come la legge delega può essere inserito all’interno del Disegno di legge di conversione in legge del Decreto-legge 9 febbraio 2012, recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, perché coerente con le finalità del decreto in quanto mira a semplificare l’ordinamento della Repubblica e ad individuare risorse che poterebbero da subito essere utilizzate per lo sviluppo del Paese. Se questa ipotesi fosse accolta, infatti, entro il mese di settembre 2012 l’iter di riforma potrebbe essere attuato e concluso.

La proposta Upi, infatti, prevede l’istituzione delle 10 Città metropolitane, come previsto  dalla Legge 42 sul federalismo fiscale; la razionalizzazione e riduzione delle Province; il conseguente accorpamento degli  uffici territoriali del governo; l’eliminazione di  tutti gli  enti o le agenzie statali, regionali e degli enti locali.

“E’ una proposta – sottolineano i Presidenti Castiglione e Saitta – che permetterebbe in tempi rapidi di trovare risorse pari ad almeno 5 miliardi di euro che potrebbero essere destinate al rilancio degli investimenti degli enti locali. 5 miliardi, contro i 65 milioni previsti dalle norme del Governo Monti di riforma delle Province”.

Nel dettaglio, il testo consegnato alle Commissioni Affari Costituzionali e Attività produttive della Camera specifica come dal processo di riordino delle Province è possibile ricavare 1 miliardo di euro (50% dai processi di miglioramento dell’efficienza delle Province e per il restante 50% dalla riduzione del numero delle province). Dal riordino degli uffici periferici dello Stato derivante dalla riduzione del numero delle circoscrizioni provinciali e dalla riunificazione degli stessi negli Uffici territoriali del Governo è possibile stimare un risparmio di almeno 2,5 miliardi di euro, pari a circa il 4% dei 65 miliardi di euro della voce “amministrazione generale” della spesa statale regionalizzata, in base ai dati di fonte RGS del 2010. Dall’abolizione degli enti e agenzie strumentali che esercitano impropriamente funzioni che dovrebbero essere ricondotte ai Comuni e alle Province è infine possibile stimare un risparmio di almeno 1,5 miliardi di euro .

 

 


(24-02-2012)
Barbara Perluigi
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