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SPENDING REVIEW I commenti del Presidente Castiglione

 I due comunicati stampa che attestano la posizione dell'associazione relativamente alle norme di natura ordinamentale previste nella bozza di testo e alle norme che determinano un taglio alla finanza provinciale.

COMUNICATO STAMPA

Spending review e riordino delle Province

Castiglione, Upi “Il Governo ha accolto nostra richiesta di accelerare”

Criticità su funzioni e assetto di città metropolitane

 

 

 

"Il Governo ha accolto la nostra richiesta di  accelerare sulla riorganizzazione delle istituzioni locali inserendo da subito la riforma delle Province nella spending review.

Ora aspettiamo di vedere il testo definitivo per dare un giudizio compiuto,. Certo, da oggi inizia un percorso che dovrà vedere coinvolte in prima fila le istituzioni locali, a partire dalle Regioni, per arrivare a definire il riordino delle Province, l'istituzione delle città metropolitane e il taglio degli enti inutili, nel pieno rispetto delle comunità e dei territori".

E' il commento del Presidente dell'Upi all'indomani del Consiglio dei Ministri sulla spending review, nel quale sono state approvate le norme di riorganizzazione delle Province, seguendo le proposte avanzate dall'Upi.

"Almeno sulle riforme, il Governo ha voluto ascoltarci, e il lavoro intenso con il Ministro Patroni Griffi ha iniziato a produrre risultati.

Certo, ci sono alcuni aspetti critici che non possiamo che sottolineare, a partire dalla indicazione del Governo delle funzioni assegnate alle Province, che non sono sufficienti per una istituzione di area vasta che deve governare i processi del territorio.

Mancano infatti le funzioni sul mercato del lavoro, sull’istruzione e sulla formazione, sull’edilizia scolastica, e su queste ci confronteremo con forza con il Parlamento.

Inoltre abbiamo grossi dubbi sulle future Città metropolitane, di cui ancora non è affatto chiaro il sistema di governance, il modello elettorale, né se saranno rispettate, come noi chiediamo, le scadenze dei mandati elettivi.

Anche su questo apriremo un confronto chiaro in Parlamento, perché le Città metropolitane sono un elemento fondamentale del futuro assetto del territorio.

Siamo consapevoli che una riforma di questa portata non sarà facile da attuare – conclude Castiglione – perché bisognerà ridisegnare le Province, sia dal punto di vista territoriale che delle funzioni e costruire intorno a questi nuovi enti la presenza dello Stato. Ma siamo pronti a collaborare perché avvenga nel rispetto della storia, della cultura, delle peculiarità economiche dei territori e delle comunità".

 

 

COMUNICATO STAMPA

Spending review: tagli insostenibili

Castiglione “Il Parlamento intervenga o gli enti andranno in dissesto”

 

 

         “Sul taglio agli enti locali il Governo continua a tenere una posizione inaccettabile: con questa manovra, perché tale è, si mandano in dissesto gli enti. E le riforme, se gli enti sono al dissesto, non servono a nulla”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, ribadendo come “la spending review si abbatte sulle Province con misure devastanti, che ci impediranno di portare a termine gli impegni presi nei bilanci. Salteranno commesse, non pagheremo lavori già svolti, non potremo davvero più amministrare. L’incidenza del taglio alle Province sui consumi intermedi poi  è più del doppio di quello previsto per gli altri comparti: sulle Province si interviene con un taglio che sfiora il 14% nel 2012 e che arriva al 27% nel 2013.

         Non c’è nessuno meccanismo che premi l’efficienza degli enti, e non si considera nemmeno che, per quanto riguarda le Province, l’ammontare dei consumi intermedi varia, perché dipende direttamente dai trasferimenti di funzioni che le Regioni decidono di assegnare caso per caso. Non tutte le Province fanno le stesse cose, anzi, da questo punto di vista scontiamo una eccessiva frammentarietà.

Il Parlamento – aggiunge Castiglione – dovrà intervenire su questo fronte delicatissimo, perché qui non sono le spese aggredibili ad essere prese in considerazione: stiamo parlando dei servizi ai cittadini, che con una manovra di questo genere non possono che essere drammaticamente compromessi”.

          

 


(06-07-2012)
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