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Il Congresso del Consiglio d’Europa sulla riforma delle province in Italia

PURCHÉ I CONSIGLIERI CONTINUINO A ESSERE ELETTI DAI CITTANINI

Qualsiasi cambiamento il parlamento italiano deciderà di apportare nell’assetto delle province, tenga conto della necessità democratica che i consiglieri rimangano di elezione diretta, da parte dei cittadini. Qualsiasi altra forma di nomina – per esempio l’elezione di secondo grado, da parte di altra istituzione – sarebbe limitativa del sacrosanto principio di democrazia locale.

Questo il monito del Congresso dei Poteri Locali e Regionali, riunito in sessione ordinaria a Strasburgo. L’ultima giornata è stata dedicata al problema della riforma istituzionale in Italia e in modo particolare al riassetto delle province. Il dibattito è partito dal rapporto del capo gruppo della delegazione italiana Emilio Verrengia.

«Nella maggior parte degli stati membri del Consiglio d’Europa il sistema istituzionale si basa su tre livelli governativi; Ogni livello è previsto e sancito dalla Costituzione», ha spiegato all’Assemblea, Verrengia. «Ed è previsto che i membri di tali assemblee locali siano composte da eletti dal popolo. Infatti ai poteri locali sono attribuite diverse funzioni determinanti per la vita  dei cittadini, soprattutto peri problemi ambientali, di sviluppo economico e di trasporti, insegnamento e altro».

Alludendo ai vari manifesti di associazioni che si sono schierati per il mantenimento dei livelli intermedi di governabilità, Verrengia si è augurato che qualsiasi riforma istituzionale garantisca il ruolo insostituibile degli enti locali come punti chiave della democrazia locale.

«Il Congresso – ha aggiunto il capo della delegazione italiana a Strasburgo – è particolarmente preoccupato per le riforme annunciate in Italia, soprattutto che l’autorità locale non sia composta da membri eletto dai cittadini ma da altri organismi. Questo indebolirebbe i livelli intermedi e la loro importante funzione. L’elezione diretta dei consiglieri garantisce un alto profilo democratico e di governabilità. Ecco perché, seppure siano necessari i tagli ad apparati locali, le riforme rispettino la Charta europea della democrazia locale, ma soprattutto, ripeto, che i consigli siano composti da membri eletti dai cittadini».


(19-10-2012)
Redazione
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