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Lettera del Presidente dell'Upi Antonio Saitta su Il Corriere della Sera

foto Saitta "Province: chiediamo serietà e coerenza".

Ecco il testo della lettera pubblicata oggi a pagina 13 de Il Corriere della Sera

"Dopo anni di inutili dibattiti sul ruolo e sul futuro delle Province, dettati dalla spinta propagandistica e portati avanti all’insegna di vuoti slogan, oggi il Parlamento si trova a potere discutere di un provvedimento che, partendo dal riconoscimento della necessità delle Province nel sistema di governo del Paese, ne prevede un riordino e una razionalizzazione. Un percorso di riforma che, è bene ricordarlo, è stato avviato proprio a partire da una proposta presentata al Governo da noi amministratori provinciali, lanciata dalle pagine di questo quotidiano meno di un anno fa.  Oggi però il decreto varato dal Governo rischia di restare impantanato nelle pastoie tipiche della fine di legislatura, perché si ritiene più facile lasciarlo cadere piuttosto che intervenire con tutte le correzioni necessarie ed approvarlo. E’ una eventualità che non possiamo accettare: per favore, non diteci “abbiamo scherzato”! Ora sono le Province a chiedere a gran voce una prova di serietà e di coerenza. E’ chiaro a tutti, perfino al Governo, che ci sono molti nodi su cui è necessario intervenire, e che come Upi abbiamo chiaramente evidenziato. La rigidità dei parametri stabiliti ha prodotto alcuni accorpamenti troppo forzati che non rispettano le vocazioni socio economiche dei territori; le funzioni vanno chiarite perché non ci siano più sovrapposizioni, e le norme che cancellano i livelli democratici eletti non solo non sono ammissibili per un livello istituzionale garantito dalla Costituzione, ma rischiano di produrre ingovernabilità sia nella fase di transizione che nella amministrazione delle future Province. A questo si aggiunge il drammatico taglio ai bilanci operato con le manovre economiche, che sta mettendo a duro rischio la nostra possibilità di continuare ad assicurare ai cittadini servizi essenziali e di qualità, a garantire scuole sicure e accoglienti, strade libere dalla neve e agibili,  investimenti e interventi per tutelare il territorio e contrastare il dissesto idrogeologico. Sono nodi su cui chiediamo al Parlamento di intervenire, nella sua autorevolezza, dimostrando di essere in grado di trovare le soluzioni opportune, migliorando il decreto sul riordino in modo che sia più rispettoso delle prerogative espresse dalle comunità locali e alleggerendo il peso di manovre economiche palesemente inique. Ma bloccare il percorso proprio ora non approvando il decreto di riordino o restando sordi alle nostre proteste sarebbe una resa davvero incomprensibile, soprattutto per i cittadini, e metterebbe a rischio i servizi essenziali garantiti dalle Province alle comunità. Per questo oggi ai parlamentari chiediamo di non nascondersi dietro alla maschera dei difensori delle tradizioni locali, pur di non prendere la responsabilità delle scelte. Proprio l’approssimarsi della fine della legislatura dovrebbe essere considerata da tutti l'occasione per dimostrare ai cittadini che le istituzioni italiane sono in grado di collaborare seriamente e costruttivamente quando si tratta di avviare processi di riforme, e che sono in grado di portarli a termine. Se ci fermassimo ora, le distanze che separano la politica dal popolo diventerebbero ancora più grandi, e non riusciremmo a recuperare la fiducia nelle istituzioni. Non servirebbe alle Province, non servirebbe ai territori e tantomeno al Paese".

 

Antonio Saitta, Presidente dell’Unione Province italiane


(30-11-2012)
Redazione

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