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Audizione del Consiglio d’Europa sul riordino delle Province e tagli ai bilanci

Degani, Upi “Modifiche al decreto nel rispetto della Carta Europea delle Autonomie. Se non si riducono i tagli ai bilanci non ci saranno risorse per i servizi”

“Se non si riducono i tagli ai bilanci delle Province imposti dalle manovre economiche, non avremo più risorse per assicurare i servizi ai cittadini”. Lo ha detto la Presidente della Provincia di Padova, Barbara Degani, componente dell’Ufficio di Presidenza Upi, intervenuta oggi all’audizione organizzata dal Consiglio d’Europa, e dal Congresso dei poteri locali e regionali sull’applicazione della Carta europea

dell’Autonomia locale in Italia, in particolare rispetto al decreto legge di riordino delle Province.

“Per garantire il pieno rispetto della Carta Europea delle Autonomie Locali – ha detto la Presidente Degani al Comitato di Sorveglianza -  abbiamo chiesto al Parlamento che il processo di riordino venga avviato da subito, ma con profonde modifiche.

Riteniamo infatti che non sia accettabile prevedere che le nuove Province che nasceranno dal riordino non abbiano organi politici democraticamente eletti dai cittadini, perché enti di area vasta con queste funzioni e dimensioni devono avere una legittimazione popolare che li renda autorevoli e responsabili.

Per garantire che un processo così complicato sia portato a termine nel migliore dei modi, riteniamo indispensabile che non vengano interrotti i mandati elettivi degli organi di governo e che vengano ripristinate le giunte provinciali, che il decreto prevede di sopprimere dal 1 gennaio 2013. 

Inoltre, chiediamo che, nel rispetto dell’articolo 5 della Carta Europea delle Autonomie, siano indetti referendum tra i cittadini sullo spostamento dei confini territoriali.

Ma il vero problema – ha sottolineato in chiusura Degani ai commissari europei -  è che se non si interviene a dimezzare i tagli imposti dalle manovre economiche, le risorse a disposizione delle “nuove Province” e delle “città Metropolitane” non garantiranno la copertura delle funzioni assegnate, perché frutto di un disarmonico sistema di tagli lineari che non tiene conto delle differenti realtà presenti nel territorio nazionale”.

 


(05-12-2012)
Barbara Perluigi - Claudia Giovannini

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