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LE PROVINCE PRESENTANO IL MANIFESTO PROGRAMMATICO PER LA PROSSIMA LEGISLATURA

foto Raccolte già le adesioni di oltre 154 candidati futuri parlamentari

Un piano straordinario per la messa in sicurezza delle scuole pubbliche, la riduzione dei tagli ai bilanci che impattano sui servizi ai cittadini, il rilancio degli investimenti delle Province, con la modifica del patto di stabilità interno per liberare gli oltre 2 miliardi di euro bloccati nelle casse delle amministrazioni, il rifinanziamento del fondo anti dissesto e la definizione di un Piano paesaggistico nazionale per valorizzare e tutelare l'immenso patrimonio ambientale del Paese.
Queste alcune delle proposte delle Province presentate oggi nel corso di una Conferenza stampa a Roma. "Questo manifesto programmatico - ha spiegato Saitta - vuole riportare al centro del dibattito politico alcuni temi chiave che ci sembrano rimasti ancora nell'ombra. E' il contributo che le Province italiane vogliono offrire in maniera costruttiva a chi si candida a guidare il nostro Paese. Negli ultimi anni - ha aggiunto Saitta - le relazioni tra Stato centrale e istituzioni territoriali si sono andate deteriorando, a causa di scelte economiche gravemente impattanti sui bilanci degli Enti locali e disposizioni normative centralistiche che hanno fortemente penalizzato Regioni, Province e Comuni. 

Le autonomie territoriali - e i servizi che queste erogano -  sono state indicate come  “la spesa” inutile, ridondante, eccessiva, da razionalizzare. Ovvero, da tagliare.  Sulle Province poi, ad ogni manovra  economica il contributo richiesto in termini di minori risorse per i bilanci e di vincoli alla spesa è andato crescendo. Considerando solo gli interventi dal 2011 al 2013, alle Province sono stati tagliati oltre 2 miliardi di euro.

Il risultato di queste scelte è stato il progressivo impoverimento del tessuto economico dei territori  e il continuo indebolimento della rete di servizi sociali garantiti ai cittadini.  Con un crollo degli investimenti locali (dal 2008 ad oggi)  pari al – 44% per le Province e – 38% per i Comuni non c’è alcuna possibilità di ripartire.

Al nuovo Governo e al nuovo Parlamento chiediamo pertanto prima di tutto di invertire questa tendenza, di ritornare a considerare le istituzioni locali, e le Province,  come una risorsa su cui puntare, di avviare con serenità e determinazione una nuova fase di collaborazione per ripartire in modo equo e rispettoso delle diverse attribuzioni l’onere e la responsabilità di contribuire alla ripresa dell’Italia. Le scelte di politica economica che intervengono su tutte le istituzioni vanno prese collegialmente. Il fatto che, in soli due giorni, siamo riusciti a raccogliere l'adesione convinta di oltre 150 futuri parlamentari ci fa ben sperare: è evidente che le questioni che poniamo sono considerate sensate". 

 

In allegato, il Manifesto delle Province per il Paese e il Documento Programmatico dell'Upi per la XVII lesislatura


(31-01-2013)
Redazione Upi

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