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Commissariamenti Province: l'Upi Veneto scrive ai parlamentari e al Presidente Zaia

"La norma è incostituzionale. Si corregga in Parlamento ripristinando il diritto democratico al voto. Altrimenti chiediamo alla Regione di fare ricorso alla Corte Costituzionale".

L’UPI Veneto scrive ai Parlamentari e al Presidente della Regione Veneto. L’iniziativa è volta a sensibilizzare i Parlamentari, impegnati nella discussione per la conversione in legge del D. L. 93/2013 sul contrasto alla violenza di genere, sui contenuti dell’art. 12 del decreto che, inserito in un contesto del tutto estraneo per materia, mira ad impedire il rinnovo democratico degli organi delle Province nel 2014.

“Questi provvedimenti inseriti peraltro in un decreto legge concernente materie sulla violenza di genere e la sicurezza suscitano perplessità sul piano delle legittimità costituzionale – dichiara il presidente dell’Upi Veneto, Leonardo Muraro – Per questo abbiamo rivolto due appelli ufficiali, pur convinti della necessità di una riforma complessiva ma organica dell’architettura statale. Già il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni si è attivato per il ricorso alla Corte Costituzionale sull’illegittimità dell’art. 12 del dl 93/2013”.

In tutte e due le lettere si parte dall’esame dell’art.12 del DL 93/2013 che prevede:

 

  1. La conferma dei provvedimenti di scioglimento degli organi e di nomina dei commissari nelle amministrazioni provinciali disposti in applicazione dell’art. 23 del decreto salva Italia dichiarato incostituzionale con la sentenza 220/2013;
  2. La proroga dei commissariamenti in essere fino al 30 giugno 2014;
  3. Il commissariamento degli Enti i cui organi cessano per scadenza naturale o altri motivi nel periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2014;
  4. La sospensione di ogni norma relativa alla riduzione di spesa negli uffici periferici dell’amministrazione civile dello Stato (ovvero le Prefetture).

 

Nella prima lettera, si chiede ai Parlamentari un impegno per il ripristino della legalità costituzionale, attraverso l’approvazione di emendamenti che rimuovano dall’art. 12 del D. L. 93/2013 la previsione dei commissariamenti delle Province fino al 30 giugno 2014, in modo da consentire il rinnovo democratico degli organi nel turno elettorale amministrativo della primavera 2014. Per la nostra Costituzione, sin dalla sua entrata in vigore nel 1948, è un dato indiscutibile la natura elettiva e democratica delle Province, espressione del principio democratico e della sovranità popolare su cui si fonda il nostro ordinamento in virtù dell’art. 1 della Costituzione. Per queste motivazioni, che attengono al rispetto dei principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, le Province del Veneto, pur nella consapevolezza dell’esigenza di perseguire un disegno organico di riforma complessiva del sistema, si appellano ai Parlamentari della Repubblica affinché rimuovano questo ulteriore ed inammissibile vulnus ai principi democratici ed auspicano un percorso aperto di confronto con Governo e Parlamento sulle riforme, come peraltro previsto dal disegno di legge costituzionale di istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali, già approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica, che prevede che il Comitato deve disporre la consultazione delle autonomie territoriali, a fini di coinvolgimento nel processo di riforma.

 

Nella lettera alla Regione Veneto le Province Venete sottolineano che  nel caso  di una conversione in legge senza modifiche dell’art. 12 del D. L. 93/2013, l’unico rimedio consentito dall’ordinamento è il ricorso alla Corte Costituzionale che è attivabile soltanto dalla Regione. Infatti le conseguenze dell’art. 12 sono evidenti. La Provincia di Belluno, commissariata dal mese di ottobre 2011 non potrebbe rinnovare gli organi neanche nella primavera 2014; lo stesso accadrebbe per la Provincia di Vicenza già commissariata da oltre un anno. Verrebbero altresì gestite da un commissario, alla scadenza naturale del 2014 le Province di Padova, Verona e Rovigo. Per la Provincia di Venezia, in assenza di norme vigenti sull’istituzione della città metropolitana, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 220/2013, sarebbe anch’essa commissariata. E’ evidente la situazione inaccettabile che deriverebbe. Per questi motivi, i Presidenti delle Province del Veneto chiedono alla Giunta Regionale di attivarsi per il ricorso alla Corte Costituzionale per la dichiarazione di illegittimità dell’art. 12,  confermando la disponibilità a sostenere la Regione come avvenuto per il ricorso presentato ed accolto dalla Corte avverso le norme del decreto salva Italia e del decreto sulla spending review in materia di riordino delle Province.

In allegato, le lettere inviate


(17-09-2013)
Ufficio stampa Upi Veneto

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