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Commissariamento delle Province, il Presidente UPA Di Giuseppantonio: “Un obbrobrio incostituzionale e antidemocratico, siamo diventati un capro espiatorio".

"E’ il risultato della smania di successo nella stagione della demagogia. Gli italiani chiedono che i tagli incidano sul Parlamento, sulle Regioni, sulle società partecipate e sulle agenzie regionali: così le riforme sono solo chiacchiere a vuoto”.

“Questo ennesimo obbrobrio incostituzionale e antidemocratico è il risultato della smania di successo nella stagione della demagogia”. E’ il commento del Vice Presidente nazionale dell’Unione Province d’Italia e Presidente dell’Unione Province Abruzzesi, Enrico Di Giuseppantonio, all’approvazione della Legge di Stabilità contenente le norme che prevedono lo svuotamento delle Province e il commissariamento di questi Enti: “Invece di semplificare i problemi li moltiplica, invece di ridurre le spese le aumenta”.

 

“Un atto che ci aspettavamo dopo i continui annunci – prosegue il Presidente Di Giuseppantonio – ma di certo si pasticcia ancora di più perché non c’è una linea di coerenza con quanto è stato affermato: si parlava di abolizione e invece ci si è limitati a uno svuotamento che creerà solo tanta confusione, disorienterà il cittadino e i disagi aumenteranno. Insomma, si fanno ancora tante chiacchiere a vuoto”.

 

“Oltre 20 città metropolitane, 107 Province, 370 Unioni di Comuni, 20 Regioni, oltre 1.400 Comuni e 3.127 agenzie regionali attualmente esistenti, alle quali si aggiungeranno le nuove: ecco l’esercito messo in piedi dai paladini della  semplificazione per l’erogazione dei servizi attualmente in capo a 107 Province. Noi non vogliamo questa Italia – sottolinea il Presidente Di Giuseppantonio – Siamo per una riforma ma che sia studiata e concertata, siamo disposti al dimezzamento dei nostri Enti ma non si può prescindere dalla riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato, di cui non parla nessuno”.

 

“Soprattutto – prosegue il Presidente Di Giuseppantonio – siamo per un’Italia su misura delle esigenze dei cittadini: secondo un recentissimo sondaggio di Mannheimer l’80% degli italiani vuole la riduzione del numero e delle indennità dei parlamentari, il 70% chiede il taglio di numero e indennità dei consiglieri regionali, il 60% ritiene prioritario intervenire sugli stipendi dei manager delle aziende statali e il 50% vuole il taglio delle società statali e parastatali. Solo il 15% crede sia necessario abolire le Province, che sono presenti in 19 Stati Europei su 28. Peraltro proprio in Europa abbiamo siglato la Carta Europea delle Autonomie che prevede l’esistenza degli Enti Locali e dell’elezione diretta. Ma se la legge istituisce oltre 20 città metropolitane mentre a livello europeo ce ne sono solo 18, di cosa stiamo parlando? Di quale Europa vogliamo fare parte?”.

 

“Delrio cerca di accreditare la propria tesi – prosegue il Presidente Di Giuseppantonio – con affermazioni propagandistiche e di facile presa, come se non contasse minimamente il parere della Corte dei Conti, che stabilisce che le Province sono gli enti più virtuosi nel sistema delle autonomie. Questa riforma moltiplica esponenzialmente i centri di spesa e, fatto anch’esso di una gravità inaudita, vieterà ai cittadini di votare chi li amministrerà. Le Province si opporranno in ogni modo a questa decisione ma abbiamo anche il dovere di mettere in guardia i cittadini per quello che, ribadisco, è un obbrobrio incostituzionale che ci impedisce di scegliere con il voto libero chi ci amministrerà”.


(23-12-2013)
Ufficio stampa Unione Province Abruzzo
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