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Legge di stabilità, Province: chiesto incontro ai capigruppo Camera

Pastacci “Criticità gravissime nei singoli enti:  rischio default”

“Cari Onorevoli, abbiamo simulato gli effetti dei tagli imposti dalla Legge di stabilità sui bilanci delle Singole Province e Città metropolitane, e le criticità che emergono sono gravissime, tali da non potersi che tradurre in default e nell’impossibilità di erogare i servizi che sono in capo a questi enti”.  Lo scrive oggi il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, in una lettera inviata ai Capigruppo della Camera, con la richiesta di un incontro urgente  per avviare un confronto rispetto alle misure contenute nella manovra finanziaria a carico delle Province e delle Città metropolitane, in vista dell’avvio dell’iter di discussione e approvazione della Legge di stabilità 2015.  “La simulazione che abbiamo fatto sui singoli enti evidenzia che, in media, i tagli avranno una incidenza sulla spesa di Province e Città metropolitane pari al 51% dei bilanci degli enti,  condizione che evidentemente non consente agli enti di continuare ad assicurare l’erogazione dei servizi essenziali. E’ necessario e urgente verificare l’impatto sulle funzioni fondamentali, a partire dalle funzioni esercitate oggi per arrivare a quelle che dovranno restare in capo ai nuovi enti di area vasta di secondo livello dal 1° gennaio 2015”.  “Si tratta – ricorda il Presidente dell’Upi -  della gestione e la messa in sicurezza delle scuole superiori italiane, in cui studiano i 2 milioni e 500 mila studenti medi; della gestione e la messa in sicurezza della rete viaria provinciale, che rappresenta oltre il 70% della rete nazionale, la cerniera che tiene insieme la piccole e media imprenditoria italiana e attraverso cui viaggia il commercio e l’industria del Paese, e che, con l’inverno alle porte ha bisogno di risorse certe per assicurare lo sgombero della neve e l’antigelo; delle opere di salvaguardia e tutela dell’ambiente e  di contrasto al dissesto idrogeologico. Sono temi chiave – sottolinea - su cui non si può smettere di investire. Ci auguriamo che i capigruppo in parlamento sappiano comprendere questa nostra richiesta e che ci convochino già in settimana per avviare un confronto serio in pieno spirito di collaborazione e di responsabilità”.  


(03-11-2014)
Barbara Perluigi
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